Da Repubblica:
Secondo i primi dati, l’ala integralista avrebbe conquistato 77 seggi su 132. Il primo ministro Abu ALa annuncia le dimissioni dell’intero esecutivo. Fini: “Si aprono scenari inquietanti”
Pubblicato da Lex su 26/01/06
Da Repubblica:
Secondo i primi dati, l’ala integralista avrebbe conquistato 77 seggi su 132. Il primo ministro Abu ALa annuncia le dimissioni dell’intero esecutivo. Fini: “Si aprono scenari inquietanti”
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Pubblicato da Lex su 25/01/06
Sono in vena di Sado-Masochismo stamattina, per cui oltre ad essere andato sul sito di Panorma, ho deciso di condividere con voi il disgusto e l’acidità di stomaco che ho provato:
STORIA DI COPERTINA
30 CICLONE BERLUSCONIl
Le strategie del Cavaliere in vista della campagna elettorale: un nuovo contratto con gli italiani e neanche un attimo di tregua ai Ds sulla vicenda Unipol
di Tino Oldani, Giovanni Fasanella, Roberto Seghetti, Stefano Brusadelli, Bruno Vespa.
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Pubblicato da Lex su 21/01/06
Di tanto in tanto mi capita di grattare un po’ al di sotto della superfice, non in profondità come farebbero coloro che giustamente dedicano la vita alla ricerca della verità , ma con leggerezza, sporcandomi il giusto le unghie con la patina superficiale delle cose e dando solo una breve occhiata a ciò che appare sotto…
Eppure anche solo con un atteggiamento così svogliato, di tanto in tanto mi imbatto in cose interessanti, che i media di massa non ti urlano nelle orecchie, un esempio: La guerra segreta di Stanley Hilton e del gruppo Truth on 9/11 che ha avuto l’ardire di chiamare in giudizio l’intera amministrazione Bush, Cheney e Rice compresi, con l’accusa di aver favorito l’attacco dell’undici Settembre.
Come procede la cosa?
Bhe a quanto pare il giudice ha deciso di appellarsi alla “Sovereign Immunity”, che al contrario della nostra ben più blanda “Immunità Parlamentare” (che si limita a proteggere i parlamentari durante il loro incarico), permette di annullare un procedimento se ritiene che un cittadino stia cercando di destabilizzare l’ordine costituito.
La cosa è abbastanza interessante da decidere di grattare ancora più a fondo, cercando di capire meglio i punti oscuri della storia, ma, come ho detto prima, sono svogliato per cui mi limiterò a pulirmi le unghie con uno stuzzicadenti ed andare oltre.
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Pubblicato da Lex su 17/01/06
Da un po’ di tempo a questa parte gira una mail che invita ad una raccolta firme per varare una legge che permetta di devolvere l’8×1000 alla ricerca scientifica.
Partendo dal presupposto che, fin quando non lede il diritto alla vita o all’espressione o alla dignità di altri esseri umani, ognuno è libero di proporre quello che gli pare, mi prendo la libertà (da disoccupato della scienza) di dissociarmi da questa cosa per i seguenti motivi:
1 (Inutile) – i soldi stanziati mediamente in Europa, per la ricerca, sono
dell’ordine dei percentuali di P.I.L. e non di millesimi delle imposte. Se
anche la ricerca prendesse le stesse preferenze della chiesa cattolica,
sarebbe una goccia nell’oceano.
2 (Pericolosa) – La ricerca non è un credo religioso in cui alcuni credono ed altri no, dare la possibilità agli italiani di esprimersi come “scientificamente atei” nutre un ideologia pericolosissima. La ricerca è per tutti.
3 (Umiliante)- L’otto per mille è una sorta di elemosina formalizzata, mentre per una religione non è umiliante vivere di elemosina, per la ricerca lo sarebbe. È come pensare di passare con la cesta dell’offertorio dopo una lezione.
Affermato ciò, siamo tutti liberi di fare quello che riteniamo più opportuno per migliorare il nostro mondo (nei limiti di cui sopra), ma in una realtà nella quale, agli occhi di chi ci sta intorno (chiedete), sembriamo una classe privilegiata che vive di sprechi alle spalle degli altri, che butta soldi in macchinari inutilizzati e va in vacanza a spese degli altri (così sono percepiti i congressi) come si può pensare che chiedere la carità migliori l’idea che la gente ha di noi?
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Pubblicato da Lex su 14/01/06
Oggi è sabato, e causa una chiamata d’urgenza, sono in università .
Ho sentito la radio vendendo.
Si parlava delle testimonisnze di un giornalista ed un cameramen inglesi sull’assalto alla scuola Diaz durante il G8 di Genova. Le testimonianze erano terribili parlavano di violenza immotivata e gratuita da parte delle forze dell’ordine, di pozze di sangue grandi come un banco dei testimoni e della totale assenza di resistenza o provocazione da parte degli occupanti della scuola.
Nonostante tutto il tempo che è passato ho provato una morsa nella carne: La giustizia è importante, è la sfumatura che distingue un paese civile da una dittatura.
Mentre guidavo mi sono chiesto se sono ancora disposto a credere nel sistema, se ho fiducia che i responsabili saranno puniti.
Poi mi sono chiesto quel’erano le conseguenze della risposta.
Ed ho provato paura.
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Pubblicato da Francesco Principe su 13/01/06
“Credo di non aver detto nulla di penalmente rilevante” .
Berlusconi a margine della sua deposizione su Unipol
Un giorno sarò anch’io di Forza Italia. Credo che andrà così. Secondo me Berlusconi è un genio del Male e un genio del Male non può suscitare per sempre sentimenti tiepidi, o lo ami o lo odi. Devo dire che al momento mi fa un po’ schifo e lo ritengo pericoloso. Odiarlo non riesco, in fondo è troppo untuoso e viscido perché possa odiarlo veramente, non puoi odiare chi ti fa sorridere anche se amaramente, invece l’amore è un sentimento incondizionato, quindi, con il tempo, potrebbe anche succedere che debba amarlo. Allora il mio mondo sarà Azzurro e Felice, pieno di Inni Orecchiabili e Tepore e Larghi Sorrisi e Belle Hostess Ammiccanti ai congressi di Partito. Adesso non è così: sono frustrato e preoccupato ovvero un uomo di sinistra infelice come tanti, non è figo per niente. Farei a cambio anche se adesso non ne ho la forza. Lapidatemi… sono un essere umano. Quando Berlusconi è andato a rendere la sua deposizione spontanea ho pensato che avrebbe detto un mucchio di cose inutili solo per non passare da bugiardo ma mi sono detto: “sarebbe troppo immorale anche per lui�. Stupido io, lui è superiore alla morale. E’ lui la morale, lo stato, la politica, la finanza, al papato sta già lavorando, è solo questione di tempo. Il popolo degli indecisi pecoroni si fa convincere, gli basta poco, un +1,8% a Forza Italia in tre giorni con una banale operazione giuridico-mediatica ti fa comprendere come non possa esistere alcun orizzonte senza il Cavaliere a troneggiare. E l’Italia sarà unita in unico grande abbraccio di Vera Fede. Ratzinger quanto potrà durare? Berlusconi invece è eterno e il suo mondo è sogno. Anche io voglio il mio sogno.
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Pubblicato da Francesco Principe su 4/01/06
Giorni fa chiacchieravo con un mio parente Albanese, parte della mia famiglia è di Durazzo, importante città portuale di una nazione prima poverissima e adesso sempre più ricca. L’immigrazione dall’Albania in Italia non è mai stata così bassa dopo il picco degli anni passati, il paese delle aquile è oggi una nazione che si sviluppa a ritmi simili a quelli della Cina. Ho trovato naturale sentirlo parlare di crisi energetica, conseguenza ovvia di ogni crescita esponenziale non correttamente pianificata. Gli ho detto la mia sull’Italia: è un gigante dai piedi d’argilla che ha costruito il proprio benessere sui debiti contratti da una classe politica decisamente poco lungimirante. Dopo mi sono scoperto a pensare ancora alla cosa, prima o poi i nodi vengono al pettine, se non faremo la fine dell’Argentina sarà solo grazie all’euro che se da un lato ci ha notevolmente impoveriti per le speculazioni interne dei commercianti e della distribuzione dall’altro ci ha recentemente costretti a mantenere politiche economiche rigide e una conservatività finanziaria decisamente virtuosa. Tutti i miei timori hanno avuto una triste conferma in questi giorni. È bastata una paventata contrazione nell’offerta estera di gas per farci intravedere un inverno senza riscaldamento nelle case degli italiani! Una possibile crisi energetica senza crescita, anzi con crescita negativa, rivela un’incontrovertibile realtà , la nostra economia non ha margini né riserve perché non se li può permettere, pianifichiamo i consumi alla giornata e non abbiamo significative fonti d’emergenza. Il nostro stato si muove come una famiglia in bolletta. Perché è questo quello che siamo, un colosso sul punto di rovinare rumorosamente a terra. La crisi sembra ormai evitata ma per quanto?
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