Pubblicato da Lex su 28/02/06
Mi sono sempre chiesto cosa passi per la testa ad un produttore di whisky che inizia la produzione della prima annata: tanto lavoro per qualcosa che, nel migliore dei casi berrai tra 10 anni. Ora so che in questi giorni qualcuno sta iniziando (da una ricetta del 1700) la produzione di un whisky speciale con contenuto alcolico superiore a 90°
«poco più di due cucchiaini è una quantità sufficiente per ridurre un uomo ad una larva».
Interessante vero? Segnatelo sull’agendina, avete un appuntamento per il 2016

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Pubblicato da Lex su 27/02/06
Che l’isola di Taiwan sia di fatto indipendente dal 1949 e, che questa cosa non vada molto giù al governo cisnese il quale l’ha sempre considerata una “provincia ribelle” e ben noto. Io non sapevo invece che, almeno fino a ieri, esisteva un organo chiamato Consiglio Nazionale per l’Unificazione che, almeno sulla carta rappresentava la volontà di riavvicinarsi (un giorno) alla madrepatria. Esisteva fino a ieri, perchè oggi non c’è più in quanto il presidente Chen Shui-bian ha deciso di abolirlo. Una sfida aperta all’emergente potenza cinese?

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Pubblicato da Lex su 23/02/06
http://www.followus.co.uk
Con 20euro ed il vostro cellulare in mano per qualche minuto e chiunque può sapere dove vi trovate con un incertezza di 100m nei centri urbani e qualche chilometro nelle campagne disabitate.

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Pubblicato da Lex su 22/02/06
In un discorso, per altro abbastanza condivisibile, rivolto al pubblico di Al Jazeera a proposito dei limiti della satira, l’ex-presidente del consiglio non ha saputo trattenere un riferimento alla satira sulla sua persona. È stato un passaggio rapido, al limite del lapsus, ma c’è stato. D’altra parte, come stupirsi, considerate le sue pretese messianiche?
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Pubblicato da Francesco Principe su 19/02/06
Ho appena ascoltato una lunga intervista di Fini su Rai3. Confermo la mia opinione: è il volto presentabile della destra italiana, efficace e convincente, decisamente moderato, pratico e razionale su qualsiasi domanda, anche sui temi più spinosi e per lui maggiormente imbarazzanti. Ha raggiunto il massimo della mia considerazione ammettendo, sia pur velatamente, diversi errori, nonché notevoli distanze dalla CDL e dall’America. Chiarezza assolutamenta rara per un politico italiano sia di destra che di sinistra.
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Pubblicato da Francesco Principe su 18/02/06
Ho sempre ritenuto Calderoli un idiota.
Ne ha dato ulteriore conferma la sua pensata di ostentare con noncuranza assolutamente poco “di governo”? una maglietta recante in bella vista una delle vignette che accendono gli animi islamici. Si è dimesso, era ora. È un beota che non sarebbe dovuto mai essere candidato né votato per comprovata e manifesta stupidità. Adesso altri, grazie al suo gesto sconsiderato, o alla scusa fornita dalla sua pagliacciata, poco importa, altri ci hanno rimesso le penne. Altri che attaccavano un consolato. Una situazione un cui, purtroppo, l’uso della forza era necessario. Qualsiasi paese ha il dovere di difendere una rappresentanza diplomatica ospitata sul proprio suolo, forse la polizia avrebbe potuto agire diversamente, avrebbero potuto salvare capra e cavoli. Forse… comunque le forze libiche hanno fatto quello che dovevano, non lo sostengo perché l’ambasciata in questione fosse quella Italiana. Sarei assertore di questa tesi anche se la situazione fosse ribaltata. Certo questi morti sono altro male che si somma al male. Un male che senz’altro si doveva in qualche modo evitare. Grazie Calderoli, per il tuo prezioso contributo nel trasformare il nostro mondo in un posto migliore.
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Pubblicato da Francesco Principe su 17/02/06
Guantanamo è il suggello della vergogna di una civiltà, o dello smarrimento della sua purezza, ammesso che questa civiltà abbia mai avuto almeno una presunzione di purezza. Purezza barattata senza sensi di colpa con una inaccettabile arroganza. L’ONU chiede la chiusura di quello che ai più appare un lager e l’America risponde con la stessa indignazione un po’ sconcertata che manifesta per quella larga fetta di opinione pubblica che ritiene i suoi eserciti una forza occupante. È un’America che ha perso la strada, che ormai non sa o non vuole più giustificarsi. Come potrebbe? Gli esportatori della democrazia, pur non trovando armi di distruzione di massa, pensano bene di usarle a propria volta, come nel caso del MK77 su Fallujah. Destituiscono un dittatore ritenuto colpevole di crimini che non evitano di compiere ad Abu Ghraib. Episodi significativi, schegge di uno scenario impazzito in cui torture, violenze, omicidi di civili inermi sono cose all’ordine del giorno. Come stupirsi che dall’altro lato ci sia un kamikaze, Abu Muawiya Al-Shimali, che sorride di gusto alla telecamera pochi istanti prima di farsi saltare? Il segno della strada smarrita è anche su lui. È un uomo confuso, seguace di una nobile religione che predica la pace ma che qualcuno distorce per plagiare e deviare. Si ritiene un martire sul punto di guadagnare il paradiso, uno fra quei tanti che ogni giorno brutalmente falciano, sventrano, mutilano chiunque gli capiti a tiro, senza chiedersi a quale paradiso si possa giungere percorrendo una strada lastricata di sangue.
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