Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Aprile, 2006

Antisionismi storici

Pubblicato da Francesco Principe su 26/04/06

L’antisionismo iraniano è una vergogna gravissima come tutte le forme di intolleranza razziale. Vergogna aggravata dall’irrazionale revisionismo sulla shoah di moda negli ambienti estremisti. Al netto della propaganda di regime da cosa è motivato l’antisemitismo di Mahmoud Ahmadinejad che agli occidentali appare incomprensibile? il 30 novembre 1947 l’Onu approvò la spartizione della Palestina con 33 voti favorevoli, 13 contrari e 10 astensioni, fra i contrari Afghanistan, Egitto, India, Iran, Iraq, Libano, Pakistan, Arabia Saudita, ovvero i paesi più toccati dal nuovo assetto. Se coniughiamo un atto di forza internazionale come questo, seppur necessario quanto vogliamo, con le contese sui territori, l’espansionismo israeliano e la pressione immigratoria israeliana successiva alla costituzione dello stato d’Israele non possiamo, purtroppo, che ottenere una miscela esplosiva. Tempo fa Magdi Allan ricordava sul Corriere della Sera un passo del suo libro di storia araba alle scuole medie: “l’imperialismo internazionale ha conficcato il cancro dell’entità sionista nel cuore del mondo arabo per ostacolare la nascita della Nazione Araba” percepita da molti mussulmani come naturale e auspicabile orizzonte politico e religioso di unità per l’area. Ciò spiega come l’affermazione del presidente iraniano “Israele deve essere cancellato dalla carta geografica” sia autentica manifestazione di un’idea largamente diffusa in molti ambienti islamici.“Dio aiutaci ad annientare gli ebrei”, dice Allan, è un’invocazione che è possibile ascoltare anche nelle preghiere di parecchi predicatori ritenuti moderati.

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Proposta Politicamente Scorretta

Pubblicato da Lex su 21/04/06

Ecco un'idea che dovrebbe mettrere d'accordo tutti sulla proposta dei PACS, ma che non piacerà a nessuna delle fazioni:

Che ne direste di attivare i PACS ed abolire il divorzio?

In questo modo chiunque potrebbe scegliere se prendere un impegno definitivo o no. Le coppie non disposte a dedicarsi la vita intera lo saprebbero fin dall'inizio risparmiando molti degli psicodrammi da promesse infrante che in genere si accompagnano ad un divorzio.

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La vittoria di Pirro

Pubblicato da Francesco Principe su 19/04/06

Innanzi tutto voglio rallegrarmi per non aver ceduto prima alla tentazione del commento. Eccettuato l’exploit di Rifondazione avrei fallito tutti i pronostici. Era oggettivamente difficile immaginare che l’Unione avrebbe vinto contando solo su poche decine di migliaia di preferenze alla camera, sugli italiani all’estero, sugli errori di progettazione dell’attuale legge elettorale disegnata appositamente per ostacolarne l’affermazione, sui senatori a vita. Se questa è la forza con cui viene preferita l’alternativa a Berlusconi nel momento in cui più forte si avverte il suo malgoverno appare naturale dubitare che un’alternativa elettorale al Cavaliere possa esistere. E’ un successo in cui netto si avverte il retrogusto amaro della sconfitta. Il Professore ne esce ridimensionato, il berlusconismo vivo, vegeto, tonico. Con questi numeri a poco serve proclamare “governeremo per cinque anni”. Andranno avanti a colpi di fiducia. Di fiducia in fiducia, al primo vero ostacolo, si cade. Poi ci si rialza? Dopo si è rieletti? Non credo. Niente larga coalizione, due proposte alternative di governo devono rimanere tali anche dopo lo scontro, per coerenza politica. Si governa comunque contro la metà degli italiani. Il nostro paese non è pronto per accettarlo. Le polemiche su conteggi, invalidazioni e brogli esteri lo provano. Ci avviamo a percorrere un periodo di tensioni e instabilità. Questa è forse una visone qualunquista e disfattista, come qualcuno ha detto, a mio avviso è anche un fedele ritratto delle situazione attuale.

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Lo stato dell’accoglienza

Pubblicato da Francesco Principe su 12/04/06

In Italia il numero di migranti è passato da centoquarantamila nel 1970 agli oltre due milioni e settecentomila stimati per il 2005. Questo, coniugato ad un’endemica paura del diverso diffusa nell’italianetto medio, ha permesso a diversi partiti di governo, apertamente xenofobi, di farsi strada e incoraggiare una forma mentis in cui lo straniero è tollerabile esclusivamente se lavora diligente-sottopagato e sta in silenzio, lontano dalla vista, quando non è a lavoro. Tanti doveri, nessun diritto. Questi fieri italiani dovrebbero forse conoscere alcune cose. Il ministro dell’Interno Pisanu ha affermato che per i paesi di arrivo l’immigrazione “è certamente un’opportunità da cogliere e governare con saggezza, prestando attenzione tanto alle esigenze del proprio sistema produttivo quanto ai problemi della integrazione di chi viene in Europa solo per lavorare e per vivere in pace”.
Belle parole, da paese civile, quale però la realtà? Siamo ben lontani da qualsiasi rispetto e integrazione. Sapevate ad esempio che secondo le leggi italiane e internazionali un minore non può essere recluso in un centro di accoglienza? Amnesty International, la maggiore associazione internazionale di tutela dei diritti umani, ha chiesto più volte di visitare i centri di accoglienza per controllare che questa norma sia rispettata. Si è sempre vista opporre rifiuti. La Segretaria Generale di Amnesty International Irene Khan ha scritto allora al ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu chiedendo di considerare gli standard sulla trasparenza dei luoghi di detenzione e di permettere l’accesso ai centri per i ricercatori di Amnesty International. Inutile dire che mai alcuna risposta sia giunta.

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Grosse Koalition? No Grazie

Pubblicato da Lex su 12/04/06

il premier uscente si è provato a proporla, e la risposta di Prodi è stata:

«No grazie, non ci sono le condizioni politiche, chi ha la maggioranza governa».

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Com’è potuto succedere… di nuovo?

Pubblicato da Lex su 11/04/06

Mi spiego tutto, davvero, mi spiego AN che ha tenuto, mi spiego l'UDC che ha raddoppiato i suoi consensi, ma…

…come diavolo è possibile che dopo cinque anni di pessimo governo Forza Italia mantenga tutti questi consensi e rimanga il primo partito d'Italia?

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Numeri a scuola

Pubblicato da aggelos [OPS] su 9/04/06

Hai ricevuto il libro di Silvio?
Io sì. Vai a pagina 59: c’è una serie di informazioni interessanti, tra cui, quella che più mi ha colpito è la terza (ma anche la seconda non scherza).
La nostra vita è cambiata perché «tra le conquiste di questa riforma [Moratti] si ricordano: l’innalzamento a 12 anni del diritto-dovere all’istruzione e fino a 18 anni la possibilità di conseguire una qualifica professionale». Prima, infatti, una qualifica professionale la si poteva prendere anche a 40 anni; ora, pare di capire, o la si prende fino a 18 anni, oppure nespole. Ma soprattutto, prima l’obbligo scolastico era fissato alla terza media, cioè a 13 anni circa per chi non cominciava dalla seconda classe elementare (la “primina”). Adesso, invece, visto che si va a scuola un anno prima, il diritto dovere è stato innalzato a 12 anni! Nell’interpretazione più benevola, hanno cambiato i nomi e tutto è rimasto tale e quale. In quelle meno benevole, per scrivere qualcosa di tanto confuso dovevano avere le idee poco chiare, e se si hanno le idee poco chiare, sicuramente si fanno danni.
Avranno fatto danni?
Ai posteri l’interpretazione, invece, del dato folgorante: «cala dal 66 al 40% il dato di abbandono degli studi». Qui, se ci si riferisce alla scuola dell’obbligo, il dato è palesemente falso. Se ci si riferisce alle superiori, il dato è dubbio. Se ci si riferisce all’abbandono al 1° anno di università, il dato sconcerta. Ma a cosa ci si riferisce, con precisione? A chi chiedere lumi su questi numeri che sembrano provenire da uno che dia i numeri?
(Segnalato da Francesca)

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