L’epiteto che da nome al post ha un significato religioso di notevole importanza, “l’unto del Signore” non è affatto una persona poco pulita, ma una persona particolarmente vicina alla divinita che spesso compie, in nome del Signore, miracoli. Nella politica italiana, un Nano che ha quasi devastato il paese, si è autoincensato di questo titolo facendo finire il tutto in macchietta (che poi tramite il Nano tutto finisse in macchietta, comprese cose davvero importanti, questo è altra storia).
Gli italiani sono bene avvezzi alle rancorose affermazioni del Nano che immancabilmente pronuncia quando chiunque, o qualunque cosa, non si conforma ai suoi piani, alle sue volontà, alle sue certezze anche le più basilari. Se, come appare, il Nano fosse davvero convinto di essere “l’Unto del signore” (e, badate bene, è Unto ad essere maiuscolo piuttosto che Signore) e questo riconoscimento gli fosse strappato via, non già da fini teologi ma da radicate credenze popolari, come reagirebbe?
Se l’unto del Signore fosse, come anche lui (meglio sarebbe dire come lui si crede), un politico destinato a vincere non tanto per i sui oggettivi meriti, ma pechè è così che vuole il Signore e questo è ben chiaro al popolo che mette la croce sul suo nome nella cabina elettorale, cosa potrebbe dire il Nano?
L’unico insulto che certamente possiamo immaginare il Nano rivolgergli è: “Lei è un comunista!”. La realtà è poco diversa perchè il “vero unto” è socialista e probabilmente sfugge alle invettive del Nano solo perchè quest’ultimo nutre una profonda ignoranza di tutto, comprese le politiche locali.
Questa vicenda getta le sue radici nella storia recente del comune di Rende quando, pochi anni or sono, il sindaco Sandro Principe, durante l’innaugurazione della nuova chiesa della parrocchia di Quattromiglia, viene sparato in faccia, a bruciapelo, da un insospettato anziano signore.
I fatti sono quelli che mi appresto a raccontare brevemente: molti Rendesi hanno deciso di aggiungere l’aggettivo “miracolosamente” a numerosi di questi avvenimenti. Nonostante la pallottola lo colpisca in testa, da una distanza di poche decine di centimetri, il sindaco non muore sul colpo e viene portato, in ambulanza all’ospedale. Mentre si attende l’ambulanza il cuore del sindaco smette di battere per alcuni minuti, un tempo sufficientemente lungo a farlo finire in coma. Le condizioni del sindaco resteranno gravissime per molte settimane: mentre ancora combatte tra la vita e la morte ci si domanda quali danni possa aver subito il cervello; in fatti un infarto prolungato come il suo spesso provoca irreparabili danni alle cellule neurali a causa della assenza di ossigeno. Dopo una lunga convalescenza Principe si riprende completamente, riprendendo senza traumi la sua vita di sempre. Compresa la politica.
Principe è stato un amministratore molto amato e non stupisce che di fronte ad un simile, pubblico, dramma la popolazione abbia manifestato la sua solidarietà con manifesti e stricioni con scritte tipo “Sandro guarisci”, “Sandro, Rende ti aspetta” o ancora “Sandro siamo con te”.
Quello che davvero lascia di sasso, e che se il Nano sapesse morirebbe di invidia, è lo stricione che ancora campeggia in un tornante sulla strada per Rende paese: “Sandro, S. Maria ti ha graziato per vincere ancora” (Presto, per dovere giornalistico, aggiungerò la foto).