Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Luglio, 2006

Cana

Pubblicato da Lex su 31/07/06

Giovanni 2:11: hoc fecit initium signorum Iesus in Cana Galilaeae et manifestavit gloriam suam et crediderunt in eum discipuli eius

Era il 1996 quando durante l’operazione militare israeliana detta “furore”, condotta anche all’epoca contro hezbollah che le forze israeliane bombardarono una postazione dell’Onu dove avevano trovato rifugio centinaia di profughi, 101 dei quali morirono sul colpo.

Era il 2006, ieri: lo scenario si ripete ed un palazzo pieno di civili viene raso al suolo, a Cana, in un raid: 60 morti di cui 37 bambini. Secondo i primi rapporti queste persone erano nascoste li proprio per sfuggire ai bombardamenti. Poi 48 ore di tregua per trovare una qualche giustificazione agli occhi del mondo… e 48 ore bastano: Ecco dei filmati che dimostrano che quella postazione veniva usata dai guerriglieri per lanciare missili e che i civili erano li proprio per fare da scudi umani, una manovra di hezbollah, insomma, per screditare Israele.

Spiegazione così credibile da essere probabilemente anche vera, visto che l’ONU si limita a deplorare l’attacco invece di condannarlo.

Tutto a posto quindi, ed i bombardamenti possono riprendere.

Il tutto appare tragicamente coerente contestualizzato in un piano militare, sensato come bombardare la Sicilia per combattere la mafia.

Forse è arrivato il momento di dire basta.

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17ma Giornata

Pubblicato da Lex su 28/07/06

Oggi è una giornata che è iniziata davvero male per me.
Piccolezze in fondo, ma che mi fanno sentire a terra.
Oggi è anche la diciassettesima giornata di guerra in Libano con un corridoio umanitario che sembra costantemente in difficoltà, un Olmert che afferma che l’offensiva non durerà dei mesi calcando le orme dei discorsi di Bush sulla guerra lampo ed uno Zawahiri che cerca un suo spazio mediatico nella crisi per sparare cazzate sull’Islam, i Crociati e Sion.
Condoleezza Rice stringe la mano a Massimo D’Alema e le Nazioni Unite si augurano la fine del conflitto, perchè la cosa non mi conforta?

Oggi è una giornata iniziata davvero male per il Libano.

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Delusione Bersani

Pubblicato da Lex su 26/07/06

Si, lo so. Era una riforma di destra: liberalizzazioni, tutela del consumatore, aumento della competitività… eppure era una buona riforma. Di destra, ma buona (forse non è un ossimoro).

Ed invece, un po’ di baccaglio e di tassisti incazzati, ed il tutto viene notevolmente ridimensionato.
Un governo che non tiene conto della piazza è un pessimo governo, ma un governo che non è capace di fare scelte impopolari per una casta limitata quando ha più del 70% dei consensi è anch’esso un pessimo governo.

Davvero deludente.

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Comunismo

Pubblicato da Francesco Principe su 25/07/06

Nei paesi comunisti, in quelli che si professano ancora comunisti, i cittadini sono tutti uguali. Alcuni però lo sono più di altri. Cina, Lei Yuanli ha guadagnato l’onore della cronaca internazionale, non per il curriculum di tutto rispetto: umili origini contadine ad Hunan, diventa prima segretario del partito nel suo villaggio, poi segretario del partito nel suo distretto, quindi direttore della propaganda. Una bella favola di regime, insomma. Quando arriva ed essere vicesindaco della grande città di Chenzhou viene però ribattezzato il “sindaco tre giochi” e finisce per questo sulla stampa internazionale. I tre giochi sono il potere, il denaro e le donne. Magari fosse l’unico in Cina a meritare questi nomignoli. L’ideale comunista deve fare i conti con la corruzione della propria classe dirigente, ormai sotto gli occhi di tutti. La mazzetta è diventata costume. Fidel pare abbia accumulato oltre confine una fortuna considerevole. Che la distinzione fra quello che possiede Castro e ciò che possiede lo stato cubano sia solo accademica è una difesa debole. Al momento, comunque, non è dimostrata alcuna appropriazione indebita anche se sul tavolo c’è più che qualche sospetto. Intanto le nuove generazioni cinesi sono educate alle differenze fra ceti sociali. Nelle scuole medie è stata avviata una sperimentazione con classi di soli contadini. Ufficialmente per aiutare chi ha più lacune e viene sbeffeggiato per la propria ignoranza, nella sostanza creando un sistema formativo a due velocità, figli di professionisti da una parte, figli di manovali dall’altra. Non c’è che dire. Il comunismo è morto. Ed è morto proprio male.

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L’unto del Signore

Pubblicato da satiro su 21/07/06

L’epiteto che da nome al post ha un significato religioso di notevole importanza, “l’unto del Signore” non è affatto una persona poco pulita, ma una persona particolarmente vicina alla divinita che spesso compie, in nome del Signore, miracoli. Nella politica italiana, un Nano che ha quasi devastato il paese, si è autoincensato di questo titolo facendo finire il tutto in macchietta (che poi tramite il Nano tutto finisse in macchietta, comprese cose davvero importanti, questo è altra storia).

Gli italiani sono bene avvezzi alle rancorose affermazioni del Nano che immancabilmente pronuncia quando chiunque, o qualunque cosa, non si conforma ai suoi piani, alle sue volontà, alle sue certezze anche le più basilari. Se, come appare, il Nano fosse davvero convinto di essere “l’Unto del signore” (e, badate bene, è Unto ad essere maiuscolo piuttosto che Signore) e questo riconoscimento gli fosse strappato via, non già da fini teologi ma da radicate credenze popolari, come reagirebbe?

Se l’unto del Signore fosse, come anche lui (meglio sarebbe dire come lui si crede), un politico destinato a vincere non tanto per i sui oggettivi meriti, ma pechè è così che vuole il Signore e questo è ben chiaro al popolo che mette la croce sul suo nome nella cabina elettorale, cosa potrebbe dire il Nano?

L’unico insulto che certamente possiamo immaginare il Nano rivolgergli è: “Lei è un comunista!”. La realtà è poco diversa perchè il “vero unto” è socialista e probabilmente sfugge alle invettive del Nano solo perchè quest’ultimo nutre una profonda ignoranza di tutto, comprese le politiche locali.

Questa vicenda getta le sue radici nella storia recente del comune di Rende quando, pochi anni or sono, il sindaco Sandro Principe, durante l’innaugurazione della nuova chiesa della parrocchia di Quattromiglia, viene sparato in faccia, a bruciapelo, da un insospettato anziano signore.

I fatti sono quelli che mi appresto a raccontare brevemente: molti Rendesi hanno deciso di aggiungere l’aggettivo “miracolosamente” a numerosi di questi avvenimenti. Nonostante la pallottola lo colpisca in testa, da una distanza di poche decine di centimetri, il sindaco non muore sul colpo e viene portato, in ambulanza all’ospedale. Mentre si attende l’ambulanza il cuore del sindaco smette di battere per alcuni minuti, un tempo sufficientemente lungo a farlo finire in coma. Le condizioni del sindaco resteranno gravissime per molte settimane: mentre ancora combatte tra la vita e la morte ci si domanda quali danni possa aver subito il cervello; in fatti un infarto prolungato come il suo spesso provoca irreparabili danni alle cellule neurali a causa della assenza di ossigeno. Dopo una lunga convalescenza Principe si riprende completamente, riprendendo senza traumi la sua vita di sempre. Compresa la politica.

Principe è stato un amministratore molto amato e non stupisce che di fronte ad un simile, pubblico, dramma la popolazione abbia manifestato la sua solidarietà con manifesti e stricioni con scritte tipo “Sandro guarisci”, “Sandro, Rende ti aspetta” o ancora “Sandro siamo con te”.

Quello che davvero lascia di sasso, e che se il Nano sapesse morirebbe di invidia, è lo stricione che ancora campeggia in un tornante sulla strada per Rende paese: “Sandro, S. Maria ti ha graziato per vincere ancora” (Presto, per dovere giornalistico, aggiungerò la foto).

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Clima

Pubblicato da Francesco Principe su 19/07/06

Esistono montagne con un valore ideale, simboli della lotta umana per infrangere i propri limiti. L’indomita parete nord dell’Eiger venne conquistata solo nel trentotto. Il Führer stesso volle consacrare quali eroi gli alpinisti tedeschi e austriaci reduci dall’impresa. La parete est di questa montagna sta oggi crollando. Negli ultimi giorni ne sono franati almeno mezzo milione di metri cubi. Maggiore erosione dovuta a violenti fenomeni climatici e anomalo riscaldamento ambientale mettono a dura prova anche la dura roccia. I delicati equilibri della natura sono incrinati dal riscaldamento globale. Potremmo assistere ad un vertiginoso aumento dei “rifugiati del clima” ovvero persone che dovranno abbandonare i luoghi un cui sono sempre vissute a causa della crescente desertificazione e di eventi naturali catastrofici la cui incidenza è oggi notevolmente aumentata, basti pensare alla frequenza con cui da qualche anno gli uragani flagellano l’Atlantico. A causare il destabilizzante innalzamento delle temperature è la concentrazione atmosferica di anidride carbonica, aumentata del 35% dai tempi della rivoluzione industriale e del 20% dal 1958. C’è chi sostiene che sia già tardi, che sia stato imboccato il punto di non ritorno. Altri ritengono ancora possibile invertire la rotta. I paesi del G8, ovvero i maggiori emettitori di gas serra, dovrebbero vincolarsi a politiche di grande rigore tagliando le proprie emissioni di circa l’80% entro il 2050. Potrebbe essere l’ultima chance per evitare il disastro. “La stabilità del mondo, il suo stato di salute economica e sociale dipendono anche dalla stabilità del clima” parole di Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia.

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Tiberiade

Pubblicato da Lex su 16/07/06

Ci ho messo molto prima di decidermi a prendere quest’argomento. È qualcosa che mi fa star male e che mi ferisce profondamente.

La situazione del medioriente, di quella che per le tre grandi religioni monoteiste è una terra santa è per me causa di ansie viscerali. Ho cercato di seguire la cosa con distacco, ho letto le notizie, ho visitato i bolg nati su entrambe le posizioni per cercare di comprendere la rabbia, ho sofferto (e davvero) alla notizia dei bombardamenti in Libano e delle incursioni dei guerriglieri di Nashrallah sul fronte della Galilea. In quel piccolo mondo è così: si alternano finestre di speranza solo per preparare pesanti ricadute nell’odio e nella violenza, costruendo una strada di sangue con molte curve ma senza via d’uscita.

Il governo di Beirut, non era un esempio di democrazia, ma almeno aveva qualche misero germe di riformismo, cosa succederà dopo che Israele l’avrà fatto cadere con la forza? Che dalle sue ceneri nascerà un governo laico ed illuminato? Oppure che l’odio alimentato dall’odio darà forza alle frange più estreme?

Nel frattempo un Olmert che fa quasi rimpiangere Sharon afferma, in una conferenza stampa, che fintanto che l’opinione pubbilca israeliana sostiene il governo le forze armate possono contare su un maggiore spazio di manovra.

Nelle ultime tre giornate di combattimnto in Libano si contano un centinaio di morti, gli israeliani sono a quota sedici ed altri due soldati sono stati rapiti.

Ed a noi cosa resta da fare oltre che il conto dei morti? Un intervento dell’ONU, mi dicono, apparirebbe come la versione moderna di una crociata e la via diplomatica è inutile con una guerra aperta in corso.

Resto inerte, mentre centiania di razzi katyuscia piovono sulle rive del lago di Tiberiade, sul quale qualcuno ha camminato duemila anni fa, mostrando che la fede può tutto. Ma siamo uomini e, come Pietro, siamo assaliti dai dubbi ed affondiamo.

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