Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Agosto 2006

Infrante le 5000!

Pubblicato da Francesco Principe su 31/08/06

Signore e signori,
il nostro blog ha superato le 5000 visite!!!

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Parco della Vittoria

Pubblicato da Francesco Principe su 31/08/06

Sono stato fra quelli che hanno salutato Padoa Schioppa con favore, sembrava un buon nocchiero per il tempo di tempesta in cui versa l’economia italiana. Alcuni che comprendo l’economia meglio di me, cosa non difficile, ritengono le decisioni del Ministro buone e coraggiose, che occorra del tempo per valutarne l’effetto, unico parametro oggettivo misurabile. Temo proprio questo. Quando la squadra di governo ha preso in mano redini penzolanti da troppo tempo si è subito proclamata interventista. Era ciò che occorreva, hanno detto, soprattutto in economia, agire in fretta e prepararsi a fare qualche buco in più sulla cintura. Poi correzione, i tagli non ci saranno, correzione alla correzione, si ai tagli… e così via in un’altalena incomprensibile. Di giorno in giorno la direzione segnata è diventata confusione di personaggi vari e voci dissonanti. L’interventismo tanto affascinante è sfumato in un familare brancaleonico tutto e il contrario di tutto. Dissolvenza da prima repubblica. La babele potrà essere forse perdonata attraverso un’azione decisa e netta che chiarisca tutto, il necessario colpo di mano dell’intervista di ritorno dalle ferie. Sarà più difficile dimenticare un Prodi che si bulla delle entrate Fiscali in risalita grazie ai redditi prodotti prima del suo avvento e le risposte agli editoriali avversi del Corriere della Sera con email d’insulto. Non solo devi saper fare quello che fai ma devi anche essere in grado di farlo capire in maniera chiara, se vuoi essere preso sul serio, altrimenti sembra solo una partita a Monopoli.

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Arbeit macht frei

Pubblicato da Lex su 29/08/06

Ovvero: Il lavoro rende liberi era una scritta che accoglieva i prigionieri di Auschwitz. Conteneva il tessuto di un inganno e l’insulto di una frode. Come tutti i riferimenti all’orrore della shoah causa un brivido lungo la schiena a molti di noi… ma non a tutti.

Il presidente della Provincia di Chieti infatti ha utilizzato quella frase per i depliant e le inserzioni pubblicitarie della Provincia che promuovono i Centri per l’impiego.

Ora, non voglio discutere dell’opportunità della cosa nè tantomeno fare della facile ironia, mi chiedo solo:

Quanto collettivo è, l’immaginario collettivo?
Ed in quanti partecipano alla memoria storica?

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Nuovi Italiani

Pubblicato da Francesco Principe su 23/08/06

La nostra Nazione ha un passato d’emigrazione ancora vicino e vivo. Dialogando con i più anziani è possibile ascoltare la viva memoria del doloroso distacco, il ricordo dell’integrazione spesso difficile di chi partiva, dei sogni chiusi in quelle valigie di cartone. Ora come allora emigrare era questione di sopravvivenza, del barattare la certa miseria con un incerto gravido di pericoli ma anche di opportunità altrimenti irraggiungibili. Spesso dimentichiamo quanti italiani si trovarono privi di riferimenti, quanti nostri emigranti persero i punti fermi della cultura d’origine senza comprendere i limiti della nuova cultura che erano chiamati ad abbracciare. Alcuni finirono per compiere errori e alimentare il pregiudizio. Ora siamo noi punto d’arrivo delle nuove migrazioni e siamo noi la voce dei nuovi pregiudizi. Una ragazza è stata uccisa dalla propria famiglia perché viveva all’occidentale infrangendo le tradizioni. Storia brutta di immigrati non integrati. Subito si odono frasi poco rispettose verso intere culture. È facile dimenticare i tanti che oggi vivono al nostro fianco, che presto saranno meritatamente italiani e non più stranieri, che hanno guadagnato la nostra piena fiducia con il lavoro, la serietà, l’onesta, il rispetto. Tanti che arricchiscono ogni giorno l’Italia con una presenza auspicabile e importante. I pochi che sbagliano non rappresentano il valore dei molti. È stato così per gli italiani emigrati è ancora così per chi oggi sceglie la nostra patria per costruire un futuro.

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Sicurezza Internazionale

Pubblicato da Francesco Principe su 16/08/06

La strada percorsa dalla civiltà occidentale sulla via della pacificazione mondiale non porta molto lontano. Afghanistan, Iraq e Libano hanno dimostrato l’assoluta inutilità dell’intervento armato per scardinare il terrore, figlio abominevole della fame, delle malattie, delle disparità sociali, delle ingiustizie economiche e politiche. Qualcosa che non puoi colpire con un missile o fermare con una fucilata. La sensazione è che il governo Olmert abbia condotto i propri soldati in un pantano pericoloso e inutile. Cresce il malcontento in un’opinione pubblica stanca e sfiduciata. Soldati e civili israeliani sono morti e i missili hezbollah non sono stati fermati. Bella scoperta. Altra violenza non fa che buttare benzina sul fuoco, magari, se sei fortunato, per qualche tempo, il terrore così puoi anche confonderlo. Presto si riorganizzerà crescendo rigoglioso sul ricco humus di odio rinvigorito. Gli sventati attentati aerei in Inghilterra e la risoluzione dell’ONU sono passi avanti verso cosa? Sembra una scala alla cui sommità qualcuno aggiunga ogni giorno più gradini di quanti se ne possano percorrere. Il cessate il fuoco e l’invio dei caschi blu saranno utili solo se, contemporaneamente, sarà raggiunta una soluzione condivisa da tutte le parti per i territori contesi e avviata un’operazione efficace per il miglioramento della qualità di vita in quelle aree. Chi muove gli eserciti dovrebbe imparare che le idee non si combattono con il piombo ma modificando le condizioni che le alimentano.

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InGiustizia Italiana

Pubblicato da Francesco Principe su 9/08/06

Dopo il recente indulto è giunto il tempo dei bilanci. Quasi tredicimila detenuti saranno liberati su una popolazione carceraria di circa sessantamila. Il sovraffollamento delle carceri è il principale motivo che ha spinto nella direzione dell’atto di clemenza, la cui validità non può essere confutata da pochi episodi di immediata recidività criminale, per quanto gravi, né può essere messa in discussione da compromessi squallidi quanto necessari alla politica. L’indulto è comunque una terapia sintomatica che allevia i disaggi senza curare il male. La nostra macchina giudiziaria è soffocata dalla burocrazia, da mostruose lungaggini che ci hanno elevato all’attenzione degli organismi internazionali per la tutela dei diritti umani, dalla mancanza di fondi per gestione e dalla penuria di personale. Tagli del 51% in pochi anni e pessima organizzazione. Si fanno meno udienze perché manca la carta, la benzina alle automobili dei magistrati, gli amministrativi di supporto. Tempi lunghi che si traducono anche in carceri affollate. Chi uscirebbe, perché potrebbe beneficiare di misure alternative o perché nelle fasi successive di giudizio potrebbe guadagnare la libertà, deve invece attendere in galera. L’indulto non è quindi un’ingiustizia verso le vittime ma giustizia restituita a coloro che, seppur colpevoli, si siano dovuti confrontare con la macchina del giudizio. Occorre rivedere l’intero sistema come il Presidente della Repubblica ha ricordato. La giustizia deve essere veloce e sicura. Non un pachiderma lentissimo che fra un passo e l’altro macina la vita dei giudicati, un abuso a cui porre rimedio con le toppe degli atti di clemenza.

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Meglio nella tua…

Pubblicato da Francesco Principe su 2/08/06

Negli ultimi tempi stiamo assistendo a uno spettacolo davvero poco edificante. Da quando ci si è messi in testa di procedere con alcune liberalizzazioni è iniziata un festa di cori e marce, una sagra della protesta a oltranza, un carosello caotico fra sit-in e occupazioni di piazza. Il diritto alla manifestazione e allo sciopero è sacro, su questo non si discute, ma c‘è modo e modo. Se la protesta è portata avanti con strumenti sbagliati passi facilmente dalla parte del torto. Pantomima iniziata con i tassisti che non hanno certo dato un bello spettacolo di se. Poi è stata la volta dei panificatori che ora minacciano di occupare le strade per evitare la maggiore concorrenza. Per finire con la serrata delle farmacie annullata allultimo minuto, avrebbe danneggiato solo persone che certamente non hanno bisogno anche di altri disagi. Antonio Martone ha parlato di fondato pericolo di pregiudizio grave ed imminente ai diritti alla vita ed alla salute dei cittadini, riconosciuti dalla Costituzione come si è arrivati a tanto? Serrata o meno, guardando le cose dall’esterno, fra camici bianchi in rivolta e tassisti violenti si fatica a pensare che qualcuno capace di protestare con questi mezzi, incurante degli enormi disaggi che potrebbe arrecare a chi nulla c’entra con la questione, possa essere nel giusto. Dimostriamo quanto l’Italia sia un paese in cui tutti difendono il proprio orticello incuranti di ciò che accade intorno. Se si deve mettere le mani nella borsa di qualcuno è sempre meglio nella tua che nella mia.

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