Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Ottobre 2006

Una dura sconfitta

Pubblicato da satiro su 31/10/06

Oggi, in un blog fazioso, leggevo un post fazioso ed una risposta, provocata dal post, ancor più faziosa. Laddove si parlava di cronaca di alcuni anni fa, leggo:

«Tizio Caio era un teppista e meritava la morte»

Questa frase offende i familiari della vittima ‘che, fosse anche stato il peggiore degli uomini, sarà sicuramente amato quantomeno da alcuni di essi; offende lo stato di diritto e di legalità ‘che, quale che siano le accuse, chiunque ha diritto ad avere un processo; offende i valori che la nostra società rappresenta ‘che, quale che sia il crimine, si ripudia la pena di morte. Ho sentito spesso e, ammetto con rammarico, alle volte pensato cose simili: eravamo persone arrabiate; ma a distanza di anni la rabbia svanisce specie se si tratta di un “teppista”, non già di un assassino, uno stupratore, un pedofilo. Chi dice una simile frase, specie in pubblico come è internet, o non ha cervello, perchè apre la bocca e da fiato, o non ha anima.

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Cosa fare di fronte a chi non ha testa nè cuore? E’ impossibile discutere perchè non ha i requisiti per capire, è impossibile sopprimerlo perchè si violerebbero i principi che si vorrebbe difendere. E’ impossibile ignorarlo perchè avvelena la società:

una dura sconfitta.

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DVD Jon – Da Pirata a Corsaro

Pubblicato da Lex su 27/10/06

«Questo salvacondotto renderebbe Jack Sparrow un uomo libero, sarebbe un Corsaro al servizio di sua maestà britannica.»
«Non credo che questo coincida con l’dea che Jack ha di libertà»

“Pirates of the Caribbean: Dead Man’s Chest” – Gore Verbinski (2006)

Qualcuno ricorda il giovane Jon Lech Johansen, il ragazzino norvegese che a soli 15 anni, aveva decrittato i codici di sicurezza che impedivano la copia dei dvd?

La sua impresa fece un discreto scalpore e DVD Jon ne ricavò la sua buona dose di popolarità e qualche problema legale, poi risoltosi in una bolla di sapone.

Oggi Jon di anni ne ha 22 e ne ha combinata un’altra: ha hakerato “Fair Play” il sistema di criptaggio che impedisce agli utenti del lettore iPod di scaricare musica da music stores online diversi da iTunes. Ma, si sa, a 22 anni le priorità sono diverse, si iniziano a sentire le prime responsabilità, la vita stessa si intende in modo diverso. E DVD Jon non si distingue in questo. Questo codice, infatti ha pensato di non diffonderlo liberamente sotto la bandiera ribelle dell’open source.
Questo codice Jon ha deciso di venderlo.

Ora, tenendo presente che l’88% della musica scaricata legalmente viene da iTunes, e che gli iPod rappresentano il 60% del mercato dei lettori di musica digitale, c’è da immaginare che di soldi intorno a questa storia ne gireranno tanti.

Come contestare questa scelta, in fondo i corsari sono parte integrante del sistema ed i pirati, sul lungo periodo, sono destinati a fare una brutta fine…

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I Barbari di Baricco

Pubblicato da satiro su 26/10/06

bw.jpgOdio Baricco. Ho letto abbastanza sue cose da sapere che lo odio. Il mio odio per lui nasce da due essenziali ragioni, la prima è che quasi tutto ciò che scrive è in un dannatissimo bianco&nero. Non il bianco e nero del Sin City di Miller, quello è del tutto rispettabile, un bianco e nero solo bianco o solo nero; un bianco e nero che distingue esattamente il bene dal male anche se questi si intrecciano in regioni sempre più minute dello spazio, come in un frattale, come in alcuni disgni di Escher. Il bianco&nero di Baricco sono tonalità di grigio e, purtroppo, anche poche: quasi un grigio&grigio, come una trasmissione a colori vista su una vecchia TV, appunto in bianco e nero.

La seconda ragione del mio odio è ancor più profonda. E’ la stessa ragione che mi porta ad odiare, alle volte, scrittori di storie come Leiji Matsumoto e Akira Toriama. Il secondo, forse più noto alla massa del primo, è l’autore di DragonBall: lo odio proprio per DragonBall. Ad esser sinceri trovo Goku un personaggio simpaticissimo, trovo le sue avventure entusiasmanti e i disegni del cartone più che piacevoli: il problema è la lentezza. Scene che durano secondi, che si sommano in minuti e diventano un cumulo insopportabile di puntate in cui non accade nulla o quasi nulla. Baricco si comporta in modo simile, ma il suo peccato è, probabilmente, ancor più grave; lui, spesso, ha delle belle idee ma, pare, non abbia alcun interesse a cominicarle e si dedica ad una scrittura che ingenuamente (o meglio incoltamente) chiamo stream of consciousness. Scrive cioè quel che gli viene in mente sperando prima o poi di arrivare al cuore dell’argomento. Non che segua un percorso volutamente lungo, figurativamente a “spirale”, che porti il lettore per mano fino dove lui vuole; lui naviga a vista parlando delle sue emozioni: è il lettore che deve farsi carico di cercare la bellezza cristallina delle idee di cui parla. E’ troppo facile scrivere così.

Ho intrapreso da poco la lettura dei Barbari ed il mio odio per Baricco sta tornando nuovamente alla luce. Mi chiedo perchè delle idee così brillanti sulla cultura e la società debbano essere espresse in modo così pigro? Mi piacerebbe stampare il saggio (è on line, se cliccate su “Barbari” poche righe su c’è il link) e segnare le parti salienti per farne un riassunto ma per far questo dovrei prima trovare le risposte a domande che non so ancora formulare chiaramente.

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Italia dai mille colori

Pubblicato da Francesco Principe su 25/10/06

Mia moglie è una extracomunitaria, mio figlio è italiano, solo di nascita, voglio che senta un piede in una nazione e l’altro in un’altra, per capire ed amare due mondi diversi. Ho letto le nuove stime Caritas, uno straniero ogni 19 italiani, calcolando solo i regolari. È un numero impressionante, una grande opportunità di arricchimento, un’enorme responsabilità di accoglienza. L’Italia ha ormai un po’ più gli occhi a mandorla, la pelle colorata. La cultura e le lingue dell’est saranno quelle del compagno di banco dei nostri bambini. Ogni tanto, passando sul pianerottolo su cui si affaccia la porta di casa nostra, sentiremo forse la voce di un Imàm giungere dalla radio dell’appartamento vicino. L’odore di pizza, per le nostre strade, adesso è mischiato all’aroma di gustose pietanze speziate. Ho pensato a tutto questo e ho sorriso, è un’Italia che mi piace di più.

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“A breve riforma pensioni”

Pubblicato da Il Crea [OPS] su 24/10/06

standing.jpgQueste le parole di prodi romano.

Parole indubbiamente di epifania.

Parole che mi fanno sperare che mio nonno, pensionatosi nel 1986 come Preside di istituti superiori, vedra` la SUA pensione aggiornata, magari non al 2006, ma almeno al 1998, quando la Francia ci elimino` dal Mondiale. Visto che dopo recessioni sfiorate, caro petrolio, Euro e successivo raddoppio dei prezzi, il mio caro nonnino prende una pensione ridicola, mi piacerebbe vedergliela alzare.

Sara` che sono mezzo disoccupato, che faccio affidamento ai suoi denari, pero` non credo si essere l`unico Italiano sotto i 30 a chiedere i soldi ai parenti.

Aspettiamo e speriamo, tanto noi elettori Italiani siamo progettati per questo.

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Invisibility Cloak

Pubblicato da Lex su 24/10/06

Il progetto è stato soprannominato Mantello dell’Invisibilità, un po’ forse per richiamarsi ad Harry Potter e stuzzicare la fantasia di curiosi ed investitori…

Si tratta del prototipo realizzato da un gruppo di scienziati della Duke University: un dispositivo realizzato utilizzando una serie di anelli concentrici, capaci di deviare la radiazione elettromagnetica, in modo tale da rendere virtualmente invisibile un oggetto posizionato nell’anello più interno.

Per il momento il sistema funziona solo nelle microonde, ma, d’altra parte, anche il Laser fece la sua prima comparsa come Maser, ed il passaggio alle frequenze del visibile rappresenta ormai solo una difficoltà tecnica.

I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati il 19 Ottobre su Science Express la versione on-line del famoso giornale Science.

Difficile dire se questo progetto porterà a delle ricadute applicative in tempi più o meno brevi, staremo a vedere… o no?

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Giudica il Popolo

Pubblicato da Francesco Principe su 24/10/06

In questo agitato autunno francese circola un’idea che ha del rivoluzionario. Creare delle giurie popolari che a scadenze fisse valutino l’operato dei politici. Un’idea semplice, sarebbe potuta venire a chiunque e in qualsiasi momento, quanto dirompente. L’attuale classe politica, non solo francese, si basa su un semplice presupposto: «prometti, se puoi, mantieni». La memoria corta dell’elettorato è stata, sino ad ora, un bene su cui il politico poteva sempre contare. E’ già accaduto che organismi simili se dotati di un potere superiore a quello informativo verso l’opinione pubblica diventino antidemocratici. Facendo attenzione ad evitare questo, se i giurati dovessero essere scelti in maniera abbastanza rappresentativa, riuscite ad immaginare la portata del cambiamento?

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