Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Dicembre 2006

Buone Feste da OPS

Pubblicato da Francesco Principe su 24/12/06

La Redazione di OPS augura che queste festività portino in dono tanta felicità e serenità.

Specie dove sono considerate merce rara.

In questa occasione, se siamo fra le vostre letture preferite, vi chiediamo un piccolo presente.

Così ripagherete l’impegno che elargiamo nel darvi sempre una seconda opinione.

Decidete di sostenere a distanza un bambino, per noi sarà il regalo più bello.

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Civiltà del Carbone

Pubblicato da Francesco Principe su 24/12/06

Per diminuire il peso dell’inarrestabile sviluppo industriale tutti sono alla ricerca di ogni soluzione possibile, l’Italia va nel senso opposto. Il 14 dicembre le ciminiere di Porto Tolle, a Rovigo, offrivano un inconsueto spettacolo. Alcuni arrampicatori hanno scalato i camini mentre una grande coccarda di Greenpeace con la scritta “Enel clima killer” veniva apposta sull’edificio. Quando sarà convertita a carbone, la sola centrale oggetto della protesta, dovrebbe produrre 1.980 Megawatt con un’emissione annua CO2 superiore ai 10 milioni di tonnellate. L’attuale piano nazionale prevede un tetto di 209 milioni di tonnellate, 23 milioni di tonnellate oltre gli obbiettivi di Kyoto. Fulvio Conti, amministratore delegato Enel, ha dichiarato che l’azienda intende convertire al carbone anche le centrali di Civitavecchia, Piombino e Rossano Calabro. Sommate alla conversione di Porto Tolle, ciò comporterà un aumento emissivo di circa 34 milioni di tonnellate. Le centrali elettriche che bruciano carbone hanno emissioni specifiche più che doppie rispetto a quelle omologhe che bruciano gas. Una scelta comprensibile dal punto di vista strategico, diversificare i combustibili significa essere meno vulnerabili negli approvvigionamenti, ma inaccettabile dal punto di vista ambientale. Intanto grazie alle fonti assimilate nel solo 2005 ben 3,1 miliardi pagati dagli utenti finali quale componente A3 della bolletta e indirizzati allo sviluppo di fonti rinnovabili sono stati dirottati verso impianti di natura inquinante come quelli, ad esempio, che ricavano energia attraverso la combustione dei rifiuti.

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Vita e Morte in diretta, il nuovo mondo fra Kampush e Welby

Pubblicato da Francesco Principe su 21/12/06

Potrà sembrare una caduta di stile ma a mio avviso occorre riflettere su un particolare parallelismo, Piergiorgio Welby e Natasha Kampush. Ovvero l’incontrollabile fascinazione del dramma in diretta. Welby ha sfruttato la propria tragedia personale per aprire un dibattito importante. Si è spento grazie all’ausilio medico, vincendo una battaglia volta ad ottenere quella che lui considerava essere la morte dignitosa. Ci lascia ad affrontare ciò che è uscito dal vaso ma almeno il suo personale calvario può dirsi concluso. Discorso diverso per la ragazza, terminato un percorso di sofferenza ne ha subito imboccato un altro. Il tre gennaio darà nuovamente le proprie miserie in pasto ai media affamatissimi di ogni sua, preferibilmente truculenta, rivelazione. Cui prodest?

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Riconteggi: l’ossessione

Pubblicato da aggelos [OPS] su 20/12/06

Riconteggi, più voti all’Unione

La questione dei brogli era stata sollevata immediatamente dopo le elezioni da un miliardario ridens non abituato a perdere. Ma per un candido scettico come me, era solo un’arma di propaganda elettorale, da usare per un anno al massimo, in mancanza di meglio, e poi da sostituire con qualcosa di politicamente costruttivo (o sennò, peggio per lui). Poi un documentario di Deaglio l’aveva riportata agli onori delle cronache e dei commenti, anche in questo blog. Prima il Senato, poi la Camera dei Deputati avevano deciso il riconteggio delle schede bianche e nulle, con la procedura di un campione iniziale, e poi, se gli scarti erano significativi (ad alla Camera lo sarebbe stato uno scarto minimo), i riconteggi generali. Ed io ero diviso fra i dubbi costituzionali (quale organo giudiziario ha il potere costituzionale di sciogliere il Parlamento?!) e la volontà di vederci chiaro, comunque, a qualsiasi costo.

E di costi, purtroppo, questa campagna delegittimatrice ne ha prodotti, e tanti.

Un flash d’agenzia di difficile lettura, ripreso dal Corriere della Sera, mi ha fatto temere per un attimo che i brogli ci siano stati per davvero. Ma non da parte di chi controlla gli oratori e le otto sezioni ancora aperte del morto PCI, ma da chi controlla il Viminale (as usual, my dear). Il flash diceva che, alle prime verifiche su 26 circoscrizioni, l’Unione aveva ritrovato 166 voti in più, e di 11, attribuiti alla CdL, l’atribuzione sarebbe stata giudicata erronea. Insomma, 177 voti in più per l’Unione. Solo che non significano niente.

Iniziamo col dire che le «circoscrizioni» non son sinonimo di sezioni, o di comuni o giù di lì. Per l’elezione della Camera, lo stato italiano è suddiviso in 26 grandi circoscrizioni elettorali (2 per il Piemonte, 3 per la Lombardia, 2 per il Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 1 per tutti gli altri). 177 voti su 40 milioni di votanti è una goccia nel mare, e non derivano da un controllo puntuale, ma solo, mi pare di capire, da quello delle schede contestate. Ma per un’ora, non è tanto l’aumentare del distacco fra Unione e CdL che è stato significativo, né che la campagna-tormentone politico che si ritorcesse contro il suo inventore, e lo condannasse senza pietà. Per un’ora è stato il concretizzarsi di una grande paura, che le elezioni, quella sera, qualcuno iniziò a truccarle, per fermarsi 25000 voti prima di fare il golpe.

Che si potessero delegittimare le istituzioni al punto di far sorgere questi dubbi e queste certezze al minimo flash d’agenzia non spiegato, avrei davvero voluto non crederci. E se il riconteggio dimostrerà che ha avuto torto, ne farò una colpa al suo artefice.

Voglio continuare a non crederci.

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La famiglia secondo Bossi

Pubblicato da Lex su 17/12/06

In riferimento alla discussione in corso sulle coppie di fatto, il deputato europeo Umberto Bossi commenta così, in una intervista a libero:

“Innalzare le coppie di fatto a famiglia parallela è uno scempio e porta guai. [...] di famiglia il nostro popolo ne conosce una soltanto, ed è quella che si vede nel presepe.”

Sappiate quindi, che se volete configurarvi come famiglia riconosciuta dal popolo del deputato, dovete avere i seguenti requisiti:boh.jpg

  1. Essere immigrati
  2. Sposati con rito ebraico
  3. Fare gli squatters in una stalla con un bue ed un asino
  4. La moglie è incinta prima del matrimonio
  5. La moglie aspetta un figlio che non è del marito
  6. La moglie è vergine

Con i migliori auguri: avete meno di una settimana per organizzarvi.

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Il diritto alla paura

Pubblicato da ciok su 15/12/06

Guardavo ieri il tg. Un manipolo di studenti iraniani che contestavano il Capo, Ahmadinejad, nella sua decisione di ridisegnare la storia a suo uso e consumo. Chissà se sopravvivranno. E anche se fosse, la pagheranno cara. Questa è una certezza: nel migliore dei casi, addio università e possibilità di un lavoro decente. O magari qualcuno potrebbe rifugiarsi in qualche ambasciata: bella la vita da esule. Per non parlare del rischio – concreto, molto concreto – che le famiglie paghino assieme a quella 60ina di studenti. E i loro amici? Sotto controllo anche loro, sempre nel migliore dei casi. La protesta e la repressione, di solito, tendono ad allargarsi a macchia d’olio.

Non so se quegli studenti rappresentino una buona fetta della popolazione iraniana, forse solo la borghesia cittadina condivide davvero la loro protesta. Ma mi torna in mente la domanda di mia madre: CHI GLIEL’HA FATTO FARE? Ho risposto che forse, visto che c’erano i media, volevano segnalare al mondo l’esistenza di un Iran diverso, e che per loro questo era così importante da valere il rischio.

In realtà questa domanda riguarda tanti tentativi minoritari destinati a finir male fin dal principio, e presumibilmente i loro protagonisti lo sapevano bene. Niente armi, solo parole: la Rosa bianca contro il nazismo è un esempio. Persone, insomma, che davano alla TESTIMONIANZA un valore superiore alla loro stessa vita. E gli altri? I tanti che in fondo non amavano per nulla il regime, che se ne vergognavano anche, ma hanno taciuto, a volte hanno cooperato con esso? Io avrei taciuto, temo. Come i tanti, come la massa. E perciò mi chiedo: esiste un diritto alla paura?

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Scegliere di morire

Pubblicato da Lex su 14/12/06

dth.gifDa qualche parte, nella storia dello sviluppo delle strutture sociali, è nata l’idea che i governi debbano proteggere i cittadini anche da loro stessi. È una delle due scelte possibili e (verosimilmente) quella con le minori ricadute etiche sul governo stesso.
Di fatto è la regola attualmente in vigore.

È una cosa che ha dei limiti: limiti messi in evidenza da un certo numero di casi umani, da un’intera letteratura di storie di sofferenza. Capita infatti che una persona esprima il desiderio della propria morte come risposta ad una condizione di dolore che ritiene inaccettabile.

Per poter concedere il diritto di togliersi la vita restando nella legalità esistono però, solo due alternative coerenti: un sistema di governo che protegga un cittadino da tutti gli altri, ma non da se stesso, o un sistema che preveda (per qualche ragione) che la vita della persona che chiede di morire non sia preziosa come quella degli altri.

In sostanza, o si accetta l’idea che ogni cittadino ha diritto di vita o di morte su se stesso oppure che la vita di un malato terminale (ad esempio) valga meno di quella di un uomo sano.

Personalmente sono disposto ad accettare la prima posizione e non la seconda. In tutta sincerità credo così tanto nella libertà personale da sentirmi attratto da un mondo in cui si abbia il completo controllo su noi stessi. Cionondimeno in parte mi atterrisce ciò che ne deriva. Per esempio: in un mondo del genere si potrebbe assistere impassibili ad un suicidio senza commettere omissione di soccorso, oppure: una persona perfettamente sana potrebbe acquistare legalmente i mezzi ed il supporto necessario per togliersi la vita senza uscire dalla legalità.

Il problema è complesso ed articolato, ogni scelta localmente giusta può portare ad aberrazioni se applicata su grande scala, d’altro canto, creare un sistema in cui la vita umana viene valutata caso per caso è di per se un aberrazione.

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