Osservatore Politicamente Scorretto

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Archivio per Aprile, 2007

La legge morta

Pubblicato da Lex su 27/04/07

È dalle elezioni di mid-term che un po’ tutti ci aspettiamo qualcosa del genere, ed alla fine ecco che il Congresso approva il ritiro delle truppe dall’Iraq (العراق).

gb.jpgGià messo in difficoltà dalle critiche mosse dagli eroi di guerra e dalla richieste delle dimissioni di Paul Wolfowitz [uomo di B. alla Banca Mondiale, contestato per la promozione ed il clamoroso aumento di stipendio decisi da lui per la sua compagna Shaha Riza] ed Alberto Gonzales [Ministro della Giustizia, contestato per il licenziamento di una serie di procuratori per motivi politici], il presidente George W. Bush si sforza di reggere l’impatto e ribatte che «è una legge già morta»: è il presidente degli Stati Uniti d’America, ed ha diritto di veto.

La legge morta, verrà poi di nuovo votata al Congresso dove le servirà una maggioranza dei due terzi che i democratici non hanno. Di fatto, però, il presidente sceriffo appare sempre più come un uomo solo e testardo, che preferisce continuare ad accumulare cadaveri piuttosto che ammettere un errore.
Ed i consensi scendono…

AGGIORNAMENTI:
Da RaiNews 24 - La Camera Usa non riesce ad annullare il veto di Bush sull’Iraq

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    De Bello

    Pubblicato da Francesco Principe su 25/04/07

    Anche in guerra dovrebbe esistere una sorta di etica, di comune sentire, valori condivisi fra le parti in conflitto. Si obbietterà che forse così non è mai stato. Certamente così non è neanche oggi. Gli eserciti dei paesi che consideriamo civili tentano di codificare queste autolimitazioni in ciò che viene definito “regole di ingaggio” ovvero le direttive che determinano l’uso graduale, proporzionale e vincolato della violenza bellica. Molto spesso si tratta di pure dichiarazioni d’intenti, sostanzialmente poco applicabili perché è oggettivamente impossibile prevedere regole esaustive per tutte le infinite situazioni sperimentabili in uno scontro armato. Anche così, però, la gran parte dei belligeranti messo in campo dalle nazioni responsabili delle pacificazioni internazionali sfugge qualsiasi vero controllo. Si tratta dei cosiddetti contractors ovvero i privati sotto accordo con aziende che dovrebbero garantire la sicurezza nei contesti più diversi. Si fa ricorso ad essi quando i militari non sono sufficienti, la via più semplice per gli strateghi è stipulare un accordo con una grande azienda di mercenari, affrontare le inevitabili implicazioni politiche di una richiesta rinforzi spesso non è un percorso praticabile. Pare che ormai, in svariati contesti, il numero di questi militari privati soverchi abbondantemente quello delle truppe regolari. Tim Spicer è il capo della Aegis, un’agenzia potentissima che ha ricchi contratti con gli Stati Uniti. L’agenzia è ritenuta responsabile di crimini efferati in Iraq, esiste anche un video d’accusa, il suo capo è stato implicato in fatti di sangue a Belfast, intanto l’Italia discute se affidare alla Aegis la difesa dei tecnici e cooperanti italiani a Nassiriya.

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    Sergio Bonelli Editore…

    Pubblicato da satiro su 24/04/07

    …è la più grande casa editrice italiana e fra le più grandi d’Europa, esporta le sue testate in decine di paesi e comunque sono solo una manica di incompetenti pressappochisti: dalle circostanze che mi sono capitate è solo perchè non voglio agire legalmente contro di loro che evito di definirli ladri.

    Ho richiesto un albo al loro servizio arretrati ed ho pagato, tramite internet con carta di credito. Dopo aver aspettato mesi, dopo aver trovato il pagamento a Bonelli sul rendiconto della carta e non il fumetto in mano, dopo aver scritto per ottenere spiegazioni (due volte) ed aver aspettato un ulteriore mese mi hanno risposto con la seguente:

    GENTILE LETTORE

    CI SCUSIAMO PER IL NOTEVOLE RITARDO CON CUI LE RISPONDIAMO.

     LE COMUNICHIAMO CHE IL SUO PACCO E’ PARTITO REGOLARMENTE IN DATA  24/01

    LA PREGHIAMO DI CONFERMARCI IL SUO INDIRIZZO PER POTER PROCEDERE CON UN ULTERIORE SPEDIZIONE.

    PROBABILMENTE IL SUO PACCO E’ STATO TRAFUGATO.

    PUO’ IN OGNI CASO CONTATTARE L’UFFICIO ARRETRATI 02/96480403

    LA SALUTIAMO CORDIALMENTE

    UFFICIO ARRETRATI

    Così, tutto in maiuscolo. Davvero poco fine. Un paccocelere “probabilmente” trafugato… il paccocelere è tracciabile, qual’è il codice della spedizione? Confermare l’indirizzo… a quale indirizzo hanno spedito posso saperlo? Se intanto non volessi più l’albo ma i miei soldi indietro? Se voglio risposte a queste domande devo chiamare a mie spese, non c’è un numero verde?

    Questa grande casa editrice, che vende centinaia di migliaia di fumetti in tutto il mondo, si è preoccupata di sottrarmi indebbitamente circa 10 euro. Certamente non andrò in miseria, ma è altrettanto certo che loro hanno  perso un cliente di lunga data.

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    L’ombra dei Lupi Grigi

    Pubblicato da Lex su 19/04/07

    lg.jpgTra le forze politiche estremiste che giocano un quelche ruolo sul pianeta ne esistono alcune che vivono dei periodi più o meno lunghi di gloria mediatica per poi svanire nella dimenticanza quando (in un modo o nell’altro) non servono più. Ne esistono altre però, che non conquistano mai, realmente, una prolungata visibilità internazionale, ma che continuano di quando in quanto a far sentire il peso della loro triste ombra sul mondo.

    Una di queste forze, sono i bozkurtlar, i lupi grigi: il gruppo ultra-nazionalista turco del quale Mehmet Ali Ağca era un affiliato.

    Avviene così che, all’avvicinarsi delle elezioni presidenziali (caratterizzate da un feroce dibattito sulla laicità dello stato), la casa editrice cristiana Zirve, già minacciata in passato dai bozkurtlar, venga assaltata da un commando militare, tre uomini che ci lavoravano vengano bendati, legati e sgozzati ed un quarto muoia lanciandosi da una finestra.

    La Turchia è un paese importante nella scrittura della geopolitica del mediterraneo e del pianeta nei prossimi anni. Le cose che avverrano in quel paese ed intorno ad esso potrebbero essere una cartina tornasole del resto del mondo.

    La speranza in questo caso è imprescindibile, come lo è anche un’elevata attenzione.

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    300: il delitto è distruggere l’arte.

    Pubblicato da aggelos [OPS] su 19/04/07

    Ho finalmente visto 300, il film tratto dal mitico fumetto di Frank Miller. L’ho visto con paura, la paura che hai sempre quando vedi una versione di una storia che ti ha entusiasmato, quella delle Termopili, e di un fumetto mitico. E ne sono uscito confortato, perché il regista, il produttore, il distributore, potevano fare di peggio, e per fortuna non l’hanno fatto interamente, il peggio.
    Iniziamo dai riconoscimenti. Le scene di battaglia, dove mostrano le tecniche di combattimento di un esercito che fece storia, sono senza eguali. La resa fotografica non fa rimpiangere i colori del fumetto. Le scene navali sono fortissime. La sigla a disegni animati ha dell’incredibile. Complessivamente, un film di epica, raro. Un film che ci ricorda che anche i buoni muoiono.
    Ci sono poi imperfezioni piccole e grandi, alcune già nel fumetto, altre introdotte dal regista. Gli efori erano una magistratura civile, più potente degli stessi re e notoriamente corrotta, per quanto fosse corrompibile un paese in cui l’oro era vietato. Non erano quei mostri-sacerdoti che si vedono nel film, ma l’anticlericalismo di Miller non può certo scandalizzare un agnostico come me, e non nuoce alla storia. Passi.
    Sparta era un sistema politico-militare schiavista all’interno (gli iloti sottomessi all’élite spartana) ed imperialista all’esterno (controllo sul Peloponneso inferiore). Se la Ragione era dalla parte di Sparta, buon per la Ragione, altrimenti… auguri. Leonida combatte per preservare tutto questo, non per la rivoluzione proletaria e comunista. Ma Miller vuol fare dell’epica, e se si fa dell’epica è più bello ammantarsi dei panni bianchi della giustizia. Passi.
    Lo zoo di mostri messo in mostra dall’esercito persiano è un’invenzione del regista, patetica, e dimostra solo che la cosa più facile da fare, col nemico, è demonizzarlo. Nel fumetto c’erano eroi liberi contro guerrieri-servi, nel film uomini contro mostri. Caduta di stile, ma passi.
    Quello che è imperdonabile, davvero imperdonabile, è la parte posticcia sulla vita politica spartana. Magari non riesci in poche immagini a rendere un governo misto con due re, gli efori, le assemblee, la vita in comune, l’educazione militare e fisica continua, aperta anche alle donne. Miller, vista la difficoltà, non ci ha provato. Ma se proprio bisogna parlarne, allora perché, in un’assemblea guerriera, di guerrieri forgiati in anni di educazione bellica, educati a parlare poco ed assennatamente (il «parlar laconico» è proverbiale), educati dalla guerra alla responsabilità, a ruoli di comando, perché introdurre un politicante da strapazzo che qualsiasi spartano vero avrebbe preso a ceffoni? Uno sbarbatello olezzoso importato fresco fresco da Corinto? Un senato composto da ex guerrieri, ex generali, che si fa comandare da un magrolino che di sicuro non ha mai portato lo scudo spartano, che non sembra sia mai stato sotto le armi? Ma per favore, ma suvvia. Sparta fu grande per le Leggi, intese come una costituzione guerriera in cui tutti avevano un forte senso dell’onore. In cui imparavano gli uni dagli altri ad essere eroi. Pensare che vi fosse un esercito di eroi sottomesso ad una classe di politicanti deboli e corrotti al potere è solo un attacco alla politica, di un qualunquismo becero. Che non è nelle storie, non è nelle possibilità del verosimile (la prima cosa che avrebbe fatto un esercito guerriero ed armato sarebbe stata fare un golpe, se la gherusia fosse stata composta di vecchiarelli senza senno e disprezzabili e non di anziani guerrieri meritevoli di rispetto ed onore); un tradimento che non è in Miller, che è incoerente rispetto al resto del film. Che è brutto, volgare, e che ci toglie il ricordo mitico di un sistema politico in cui i guerrieri, dopo essersi formati fianco a fianco, aver combattuto fianco a fianco, divenivano generali e senatori e diplomatici. Il sogno platonico dei forti e saggi al potere, perché gli spartani erano al contempo fisicamente forti, ed impavidi, e saggi, perché la preparazione bellica proprio a formare questo tipo d’uomo era indirizzata.
    E’ per questo che odio il regista. Ha tradito Sparta, facendo assomigliare quello che è inimmaginabile, una polis guerriera e saggia, a quel poco che i suoi poveri studi di americano medio gli hanno permesso di conoscere: Washington. Tradendo così chi alle Termopili è morto per conservare in vita, e nel ricordo, qualcosa che era incredibile agli stessi greci in quegli stessi lontani secoli: la Costituzione di Licurgo, che per secoli die’ uno stato dove la politica riusciva a porre un freno, talora, alla corruzione umana, e sognava d’impedirla in eterno. Ma no, Zack Snyder no, lui no, non ha bisogno di studiare, lui, lui deve per forza parlar male della politica come in un qualsiasi Bar dello sport, ed il suo qualunquismo imbecille (cioè di un debole) rischia di nuocere anche all’arte.
    Imperdonabile. Capisco che -come ha detto lo stesso regista- Miller lo volesse prendere a schiaffi. Anch’io. Anche Leonida. Anche sua moglie. Anche Sparta. Anche il bello, perché se si interviene su un’opera d’arte (il fumetto di Miller lo è), o si è al suo stesso livello, oppure ci si astiene.

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    Acqua

    Pubblicato da Francesco Principe su 14/04/07

    In Italia si sente sempre più parlare di emergenza idrica. I ghiacciai, ovvero gli accumulatori naturali d’acqua, non sono stati alimentati da una quantità sufficiente di precipitazioni. Andrea Agapito Ludovici, responsabile Acque dolci del WWF Italia, dichiara «Il futuro sarà senz’altro condizionato dai cambiamenti climatici, ma in Italia l’emergenza ha radici ben più profonde. Nel nostro Paese manca una visione delle molteplici funzioni del bene acqua: la protezione delle persone dai rischi per la sicurezza e per la salute, l’accesso efficiente alla risorsa da parte della popolazione e delle attività produttive, la conservazione della risorsa e il mantenimento delle funzioni ecologiche». Siamo abituati a pensare che il problema risieda nella scarsa attenzione dei cittadini, in parte è vero, il consumo civile d’acqua è cresciuto, negli ultimi anni, di circa il doppio per singolo fruitore. Tuttavia, il consumo d’acqua nelle abitazioni e nelle città incide soltanto per il 10% sul consumo totale. In Italia viene attribuito un 46% all’agricoltura, alla produzione idroelettrica il 19%, per le forniture pubbliche il 18% e alle industrie manifatturiere il 17%. Senza trascurare significativi sprechi. Sull’intero arco alpino si stima un uso annuo prossimo ai 90 milioni di metri cubi d’acqua per l’innevamento artificiale. In molte zone le reti di distribuzione sono un vecchio colabrodo che disperde oltre la metà dell’acqua incanalata. Esistono almeno un milione e mezzo di accessi non autorizzati privi di controllo, attraverso pozzi privati che captano direttamente le falde. Un problema di responsabilità civile quindi, ma anche, soprattuto, di responsabilità politica e gestionale.

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    Iraq - Il rapporto della croce rossa

    Pubblicato da Lex su 11/04/07

    Dal rapporto della Croce Rossa Internazionale sull’attuale situazione in Iraq (العراق):

    La situazione umanitaria sta peggiorando costantemente e sta interessando, direttamente o indirettamente, tutti gli Iracheni. Proteggere la popolazione civile dell’Iraq deve essere una priorità e la Croce Rossa Internazionale richiede urgentemente un maggiore rispetto per le leggi umanitarie internazionali. Fa appello a tutti quelli con influenza militare o politica sulla terra perchè abbiano cura che le vite dei civili Iracheni siano risparmiate e protette. [...] La Croce Rossa Internazionale mira ad accertarsi che gli Iracheni ricevano il sostentamento di cui hanno bisogno. Coopera molto attentamente con la Mezzaluna Rossa Irachena. Tuttavia, il sussidio umanitario non è chiaramente abbastanza, confrontato ai bisogni immensi degli Iracheni nella disastrosa situazione attuale.

    Documento completo in pdf

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