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La maturità, i privatisti e il “merito” calpestato

Pubblicato da angela padrone su 20/06/07

Evviva il merito. Premiare chi studia, chi si dà da fare…Parole sacrosante, ma come si può pronunciarle in una paese che nel giorno dell’esame di Stato, sballotta alcuni esaminandi qua e là per la Capitale d’Italia, e non consente loro di sostenere la prova? Questa è la società del merito?
A Roma è successo veramente. Oggi, centinaia di ragazzi sono arrivati da altre città italiane per fare l’esame di maturità. Da privatisti. Era certamente uno dei momenti pirincipali della loro vita. E farlo da privatisti è più difficile, più pesante che per gli altri. In questo paese però può succedere anche questo: che allo studente trepidante, e che ha fatto di tutto e di più, come si può immaginare, per arrivare stamattina alle otto a fare la prima prova dell’esame, con il suo pesante vocabolario sotto il braccio, sia negata, sul più bello, la possibilità di entrare e sedersi con gli altri. E’ successo all’istuto Kennedy, nel centro di Roma, e all’istituto Nobel.
Perché? Come può avvenire una tale mostruosità? Il motivo è la solita burocrazia, che tra l’altro si accorge delle cose solo all’ultimo momento: i privatisti non possono essere più di una certa percentuale degli studenti non privatisti, in ogni scuola. E ci deve essere un certo rapporto tra insegnanti e studenti presenti. In mancanza, andavano divisi tra altre sedi. Quelli che non ce l’hanno fatta oggi, probabilmente avranno una possibilità di recupero nei prossimi giorni.Speriamo. Ma immaginate il loro stato d’animo. Che testimonial che diventeranno nella società del Merito!

angela padrone

18 Risposte a “La maturità, i privatisti e il “merito” calpestato”

  1. Ciok [OPS] detto

    in effetti, immagino l’effetto che avrebbe fatto al mio stomaco, a 18 anni, sentirmi dire: “abbiamo scherzato, tu l’esame di maturità oggi non lo fai. Forse fra qualche giorno, chissà”. Da chiedere il risarcimento per danni…

  2. Orribile situazione, ma meglio che si abituino, perché all’università le cose non cambieranno. Attese, file, esami spostati, anullati, ritardati… ah, scusate, i ritardati sono quelli che gestiscono l’universo scolastico!

  3. soa detto

    nn è meglio che si abituino, l’esame di stato è molto più importante di un esame universitario che se nn superi puoi sempre rifarlo dopo un mese… ci siamo svegliati dopo una notte di ansie, siamo arrivati a scuola, siamo saliti, abbiamo consegnato cellulari e documenti, gli zaini non potendo stare vicino a noi, ci hanno chiesto di raggrupparli tutti vicino la porta… abbiamo aspettato prima l’arrivo di due ragazzi che mancavano poi, non si sapeva cosa. Non capivamo perchè non ci consegnavano i temi, chiedavamo ma neanche gli insegnanti non sapevano cosa stava succedendo, in fine alle 12:00 ci hanno mandato a casa!! dicendoci di rivolgerci ai nostri centri studi per chiedere dove dovevamo andare a fare l’esame. arrivata a casa ho chiamato il preside che mi ha chiesto di andare dall’avvocato rienzi alle 16:00-16:30. mi sono recata dall’avvocato dove ho trovato tutti gli ragazzi…da qui è successo il patatrack… sono tornata a casa alle 22:00. è stato un incubo e ancora non è finito…

  4. Cara Soa,
    hai perfettamente ragione, e grazie per la tua testimonianza. E scusa IlCrea… gli piace la postura del nippo-cinico ;-) per fortuna non solo sulle spalle altrui.

    In bocca al lupo!

  5. Se lo spirito della legge è quello di evitare la corsa alla maturità facile, non la trovo sbagliata. Credo nella scuola pubblica. Non capisco, insomma, il nesso diretto fra il sostenere un esame da privatista e la meritocrazia.
    I privatisti sono privatisti per mille motivi diversi e sono pronto a scommettere che in maggioranza siano ragazzi preparati che hanno optato per questa soluzione a causa di motivi seri. Ma quelli del CEPU (o come si chiama l’agenzia che prepara gli “studenti con difficoltà” per le scuole superiori) sono tutti in gamba?
    Semmai quello di oggi è stato un problema di burocrazia.

  6. Pau detto

    Non conosco l’istituto Kennedy.

    Ma mi chiedo una cosa? Cosa significa “privatisti”? Che non hanno frequentato durante l’anno o che hanno frequentato un istituto privato?

    Se il caso è il secondo, al 99% chi frequenta un istituto privato ha un “merito” limitato: quello di averlo pagato, spesso perché ha fallito nella scuola pubblica.
    Articoli lagnosi come questo non ne fanno menzione, quindi forse sono io che sbaglio..

    P.

  7. Ciok [OPS] detto

    privatisti significa che hanno studiato più o meno per conto proprio, e se anche hanno frequentato un istituto privato non era parificato, e dunque non potevano fare gli esami lì.
    Francamente, avendo io frequentato un istituto privato e perciò a pagamento che era francamente ottimo – i risultati si sono visti, poi – avrei molto da ridire sulla tua generalizzazione.

  8. MEDEA detto

    QUESTI RAGAZZI E ADULTI PERCHE’ NON CI DIMENTICHIAMO CHE CI SONO DEI LAVORATORI…
    AVEVANO IL DIRITTO SACROSANTO DI ESSERE AVVISATI IN TEMPO DEBITO
    QUESTO E’ IL DIRITTO A SVOLGERE UN ESAME IN MODO SERENO E SICURO!
    SONO INACCETTABILI QUINDI FORZATURE A RIDOSSO O DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE.
    TUTTO CIO’ E’ INACETTABILE!

  9. pippo detto

    All’Istituto Kennedy l’esame si svolge con gli ispettori della P.I. che fanno i Bau-Bau, controllano posti ,fogli, spostano studenti, seguono professori ……..più che esame ed una scuola sembra un carcere speciale………….. non dico chì sono. per ora, perchè altrimenti mi fot…. domanda:” se non vado bene all’orale mi danno ,oltre la bocciatura anche la sedia elettrica?

    Pippo

  10. Per Pippo: questi controlli li fanno un po’ dappertutto nelle scuole che ho visto ed anche all’università. Non si fa un esame (o non si dovrebbe) senza aver controllato che la gente non abbia la possibilità di copiare, o non tenti di farlo. Sia da studentessa che da insegnante l’ho sempre trovato abbastanza normale.
    Per Pau:
    L’anno scorso, insieme ad altre persone, ho fatto scuola serale ad alcuni adulti, fra i quali ho seguito in particolare un uomo di trentotto anni che lavorava come operaio e voleva prendere il diploma di geometra.
    Questa persona lavorava in una fabbrica di materassi tutto il giorno, poi dalle sette alle undici studiava, spesso rischiava di addormentarsi per la stanchezza mentre spiegavo.
    Ha fatto l’esame da privatista in una scuola pubblica con buoni risultati, e ci ha dato molta soddisfazione, lui che in fondo, sì, rappresentava un fallimento della scuola pubblica, avendo smesso di studiare a tredici anni con la consapevolezza che lui con la scuola “non c’entrava niente” per riprendere a trentaquattro, avendo già un lavoro, e appassionarsi profondamente alla letteratura italiana e alla storia.
    Ci sono casi del genere fra i privatisti che sono venuti a fare l’esame presso scuole pubbliche, e ci sono privatisti usciti con un diploma da ottime scuole parificate, come ricordava Ciok.
    Poi… sì, certo, c’è chi paga molto per farsi seguire privatamente, in istituti dove spesso si specula sullo stipendio degli insegnanti… come c’è chi frequenta una scuola pubblica e può beneficiare di costose ripetizioni pomeridiane. Ci sono i “diplomifici” privati, dove si paga per garantirsi il diploma, e purtroppo ci sono anche delle scuole pubbliche dove per gli studenti è possibile diplomarsi senza avere nozioni di base (tipo “chi ha vinto la seconda guerra mondiale” o che vuol dire “blasfemo”…). Nel primo caso si paga, nel secondo no, ma l’effetto perverso è lo stesso.
    Non è un merito fare l’esame da privatista, e non lo è farlo da studente di scuola pubblica (come ho fatto io). Il merito è riuscire ad ottenere il più possibile dagli strumenti formativi che ti vengono messi a disposizione, studiare e avere la possibilità di dimostrare quanto vali realmente, di quante informazioni sei entrato in possesso e come sai utilizzarle in modo personale. Non avere informazioni precise su quando e come fare l’esame di maturità non aiuta in questo.

  11. Alessandro detto

    Concordo con Fadette e aggiungo che se la Moratti è stata pessima ora stiamo cadendo dalla padella alla brace. Evviva l’Italia!

  12. quest'anno s'è preso nel baugigi detto

    ciao a tutti…io sono un ragazzo privatista e volevo solo dire che questa situazione mi sembra indecente…il 20 ho sostenuto l’esame di italiano alla scuola visconti e fin lì tutto nella regola…avevo sentito voci che al kennedy non avevano fatto entrare ma a noi avevano detto di stare tranquilli…il giorno seguente,per la precisione alle 2 di notte,poche ore prima della seconda prova,vengo svegliato dal preside che mi chiama al cellulare per dirmi che poche ore dopo sarei dovuto andare ad una scuola dall’altra parte di roma a proseguire l’esame…potete immaginare la mia incazzatura…e se avessi avuto il cellulare spento?????????????cosa che è successo a molti ragazzi???????????l’avrei preso nel baugigio pure io…

  13. ROSANNA MONZA detto

    sono riuscito a sostenere gli iscritti come privatista al leone XII di Roma e ho ricevuto la relativa valutazione.

    L’orale era fissato per giovedi’ 5 luglio alle ore 8.

    questa mattina, 3/7/07, sono partito da Milano per Roma ed a metà viaggio mi è srrivata la notizia che: fermi tutti, gli orali dei privatisti sono stati sospesi e che forse saremo tutti spostati ad una scuola statale.
    dove? quando? gli scritti valutati da una commissione e gli orali da un’altra? e la mia preparazione che si è basata sul programma della scuola presso la quale mi ero iscritto per gli esami? Il mio esame non so come finirà, ma sicuramente è stato invalidato da una tensione e da una mancanza di serenità che in questo caso fanno il 50% del risultato.

    matteo monza

  14. Tanto per spargere altro sale sulle ferite, ho saputo che a Roma ci sono stati nuovi problemi per i privatisti che dovevano cominciare gli orali dell’esame di maturità. Se qualcuno vuole, racconti la sua esperienza, perché per ora non ho dettagli. Comunque, se è vero, non posso che insistere…pensate che gli esami di lingua per i vari Certificate of Cambridge (pet, first, proficiency e compagnia bella), si tengono contemporaneamente in tutto il mondo e vengono corretti con criteri univoci, dando i voti in base alla media dei risultati..! un altro mondo.

  15. Ciok [OPS] detto

    hai ragione, è una vergogna. E non so se certi errori sono perdonabili, ma perseverare è certamente troppo! Anche gli orali un pasticcio, dici??

  16. alessandro detto

    Ragazzi ho ricevuto una chiamata da striscia la notizia..faccio un servizio..chi fosse interessato mi puo’ contattare presso:a.fregoli@yahoo.it

  17. No capiscoperchè detto

    Non capisco perchè tante persone siano “privatiste”. Dico davvero, PERCHE’ FARE LA SCUOLA PRIVATA ? E poi come mai una persona PRIVATISTA parla di “merito” ?! Che meriti si pensa di avere facendo una scuola A PAGAMENTO ? Il merito di “mamy” o “papy” che hanno PAGATO LA RETTA ? Perche non frequentare la scuola PUBBLICA ? Perchè non frequentare la scuola DI TUTTI, ALLE STESSE CONDIZIONI DI TUTTI, E DOVE LE PROVE “INTERMEDIE” SONO DURE E SELETTIVE ? E’ indubbio che il passaggio tra un anno e l’altro è frutto di una valutazione (intermedia appunto). Ed è indubbio che nelle scuole private UNA VOLTA PAGATA LA RETTA, TALI PROVE SIANO MOLTO PIU’ “AMMORBIDITE” DI QUANTO LO SIANO NELLE SCUOLE PUBBLICHE. E questa non è una questione attinente al MERITO ? Il merito QUELLO VERO lo si dimostra frequentando TUTTI la scuola pubblica, TUTTI allo stesso punto di partenza, TUTTI con le stesse prove da superare (sia finali che intermedie), TUTTI ai BOX di partenza con la macchina della STESSA CILINDRATA ! E’ li che si vedono poi i PILOTI MIGLIORI. Ma parlare di “merito”, quando si viene dalla scuola privata io non lo capisco proprio. “TRE ANNI IN UNO” dicevano una volta, come dire “quelli che TRE ANNI li fanno in TRE ANNI, sono solo dei FESSI. Il che equivale a dire “Chi ha i soldi per pagare GODE, quindi pensa AI SOLDI, perchè chi pensa al resto E’ UN GRULLO”. SE FOSSE PER ME IL TITOLO PUBBLICO DI DIPLOMATO O PERITO A CHI VIENE DALLA SCUOLA PRIVATA NON GLIE LO RILASCEREI PROPRIO. Così non dovrebbe nemmeno fare l’esame. Gli rilascerei un titolo di “Partecipante a corso quinquennale” sulla materia di sua competenza, e invece di PERITO magari potrebbe essere chiamato STAGISTA. Invece di dire “una buona pare dei privatisti possono anche ottenere lo stesso titolo di TRE ANNI SE LI FA IN TRE ANNI che culo!” dicono “che oltraggio ! Dov’è il merito !”….ma con che faccia. P.S. Ma poi scusa devi prendere la “maturità” e NEMMENO TI INFORMI BENE PRIMA ?!?!?

  18. Io, pensa, sarei per l’abolizione del valore legale dei titoli di studio… pubblici o privati che siano. E te lo dice una che di titoli di studio (pubblici, per quel che vale…) ne ha presi tanti, dalla licenza elementare al dottorato di ricerca.

    Tanto, al momento di assumerti in aziende, in genere chiedono di verificare che sai fare. Se sai resti, se non sai non ti prendono, anche se hai sette diplomi (pubblici o privati che siano).

    Ed anche nel pubblico, dove il pubblico funziona, quando i concorsi sono seri, se sai li passi, se non sai non li passi, e non dovrebbe importare a nessuno dove è che hai studiato, che razza di diploma o di laurea hai, perfino se ce l’hai. In fondo Pasteur la laurea in medicina non ce l’aveva.

    Aboliamo il valore legale dei titoli di studio. E rendiamo più efficaci i meccanismi di selezione lavorativa. Il resto, la questione pubblico/privato, alla fine della fiera mi sembra abbastanza sterile.

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