Mandiamo una mail a Damiano: pensate ai giovani invece che allo scalone
Pubblicato da angela padrone su 3/07/07
Mandate questa mail al ministro Damiano: no all’abolizione dello scalone, pensate ai giovani.
Per molti giovani, in realtà, non sarà un tema appassionante. Lo scalone. Una roba che interessa i quasi sessantenni. Vogliono che la legge che alza l’età pensionabile a 60 anni (lo scalone) sia abolita per poter andare in pensione prima: a 57 anni. E va bè – direte voi – aboliteglielo ’sto scalone, no? Sapete quanto costerà al sistema previdenziale l’abolizione dello scalone? Sette miliardi. E chi li pagherà questi sette miliardi? E’ semplice, cari ragazzi: li pagherete voi, con il vostro lavoro e i vostri lauti guadagni. Quindi, ricapitolando: i 57enni vogliono risparmiarsi tre anni di lavoro e andare in pensione subito, con il 75-80% dell’ultimo stipendio. Questo “sconto” di tre anni costa sette miliardi, che andranno presi dalle casse pubbliche e che, negli anni, dovranno essere pagati con le tasse di quelli che lavorano, in particolare i più giovani. Ultimo particolare: ammesso che riusciate a versare i contributi, anche voi giovani, un giorno, pensate di andare in pensione. Bè, la legge prevede già oggi che non ci andrete prima dei 65 anni. Se poi la situazione del bilancio pubblico e l’allungamento della vita media si imporrà, l’età pensionabile potrebbe essere ulteriormente alzata, come è successo già in Germania, dove veleggiano verso i 70 anni. In più, va detto, la modifica del sistema di calcolo, fa sì che già gli attuali quarantenni prenderanno come pensione non più del 50% dell’ultimo stipendio. Gli altri scenderanno ancora, probabilmente verso il 45 – 40%. Spero che i numeri non vi spaventino…invece sì, vi devono spaventare! Si sta consumando l’ennesima iniquità tra generazioni. I sindacati difendono solo i 50 enni. Allora, visto che i giovani spesso si lamentano, questa è una buona occasione per farlo: lamentatevi e fatevi sentire, perché voi al tavolo delle trattative governo- sindacati non ci siete! Proviamo a mandare tutti una mail al ministro Damiano: una, due, tre… centomila (magari). Non potrà non tenerne conto, visto che lui stesso e altri ministri nel governo hanno mostrato già alcune perplessità. Aiutiamo il governo a resistere alla pressione dei privilegiati. Lasciamo la possibilità di andare in pensione prima solo a chi lavora in fabbrica, su base volontaria. E basta. Quei sette miliardi, se proprio si vogliono spendere, si diano ai giovani per la disoccupazione, i contributi figurativi, la formazione…o ai vecchi non autosufficienti, dimenticati da tutti e senza voce. Perciò [...]




Il Crea [OPS] detto
Troppo difficile per me trovare una soluzione, perché magari chi ha 57 anni come mia madre altri 3 anni non vorrebbe lavorare. Ma se a mia madre dicessero che i 3 anni in più li dovrei fare io per lei, magari cambierebbe idea, ma gli altri?
Resta comunque complicato parlare equamente coi sindacati, anche trovargli una vera identità, perché dubito loro si occupino solo di far del bene ai lavoratori, magari amano fare i porci comodi loro e alzare la voce di tanto in tanto.
Facciamo così, resuscitiamo Jimmy Hoffa e vediamo che si inventa. Per quanto mi riguarda, l’unico sindacalista che aveva un’idea di cosa fare era lui.
raccoss detto
Approvo anche questo
Fadette [OPS] detto
Sono perfettamente d’accordo con il contenuto del post.
L’unica cosa che temo è che le pressioni dei sindacati siano assai più forti di quelle delle nostre mail, ma farò sicuramente circolare l’iniziativa, almeno delle voci di dissenso ci devono essere!!
Posso capire una bassa età pensionabile solo per lavori fisicamente usuranti, ma parlo di lavori davvero fisicamente usuranti. Oppure per malattie. Purtroppo passa l’idea che più persone vanno in pensione, più posti di lavoro ci sono per i giovani. Questo è il guaio.
Mia madre i cinquantasette anni li ha già superati da un bel po’, ma è perfettamente in grado di continuare a svolgere il suo lavoro (e lo fa tranquillamente) perché dovrebbero pagarla per starsene a casa ?
E i soldi che darebbero a lei (e ad altre come lei) per farle stare a casa pur potendo lavorare, a chi li toglierebbero ? Siamo sicuri che pagare persone che possono lavorare per starsene a casa aumenterebbe i fondi da investire in nuovi posti di lavoro?
aggelos [OPS] detto
Cara Angela, cara Fadette,
ho discusso spesso di queste cose con chi pensava che mandare gente in pensione significasse liberare posti ed opportunità lavorative ai giovani.
I miei argomenti per disilludere queste speranze erano più o meno questi.
Ammettiamo pure che tua madre vada in pensione, e che tu venga assunto al suo posto. La pensione di tua madre, col sistema attuale, viene prelevata dal tuo stipendio. Se tu lavori nel pubblico, allora te ne puoi pure infischiare, ma se lavori nel privato questo vuol dire che il costo del tuo stipendio diventa sempre più alto, solo per pagare pensioni altrui. E visto che c’è una concorrenza internazionale, i datori di lavoro che devono risparmiare sui costi possono scegliere fra delocalizzare il tuo lavoro (e così la pensione di tua madre ti costa il posto) oppure pagarti in nero. Ma se ti pagano in nero, allora possono risparmiare su tutto, non solo sui contributi (ed allora la pensione di tua madre ti costa la tua, di pensione, e ti costa l’assicurazione infortuni e malattia, e ti costa le misure di sicurezza sul lavoro… insomma, peggio che 2-3 secoli fa, peggio).
Inoltre, una volta andata in pensione a meno di sessant’anni, uno non vorrà mica stare con le mani in mano ad intristirsi, no? Ed allora farà qualche lavoretto, che pure avrà un impatto sul mercato. Se va a fare le pulizie, sommando pensione e 4 lire in nero, ridurrà il mercato dei non pensionati che fanno pulizie.
A me è capitato di vedere arzilli pensionati che venivano pagati (poco) per fare un lavoro per il quale ero qualificato io. Solo che loro potevano accettare di meno, visto che comunque avevano la pensione, ed alla fine i soldi del mio stipendio andava a sussidiare i loro stipendi, andava a finanziare la loro concorrenza sleale. E non solo nelle pulizie… Un commercialista pensionato di 55 anni può essere interessante, sul mercato, perché costa molto meno di un commercialista di 25 anni, e se è vero che non sa usare Google, in compenso conosce molto bene il mestiere.
Bel risultato, proprio un bel risultato. Complimenti a Romano, ed ai conservatori trinariciuti (CGIL, CISL, UIL, Rifondazione, Comunisti Italiani, etc. etc.) che vogliono difendere i privilegiati che una pensione ce l’hanno!
Oscar Ferrari detto
E questo è niente, guarda quanti pensionati stanno nei consigli comunali
Apo detto
Ciao, trovo questo sito davvero originale! Meridionalismo di destra! South will rise again, garibaldi merda, etc… bello filosofeggiare mantenuti dai soldi dello statalismo becero… e poi ci lamentiamo che esiste la Lega, che i giovani della locride sono subito schiacciati dalla politica, che tutti gli altri si arrendono alle mafie…
facciamo così: mandiamo una mail a Romano per abolire ogni residuo della cassa del mezzogiorno… e poi vediamo se dite che sono tutti leghisti…
aggelos [OPS] detto
Si, caro Apo, anche qui fa un caldo della miseria. Però noi ci siamo più abituati, non ci va in pappa il cervello, quando fa caldo. Potresti provare a tenere chiuse le imposte quando batte il sole. Aiuta.
Per quel che riguarda la filosofia, non so se i baby-pensionati la facciano più di noi, che ammattiamo per cercare un lavoro che duri più di sei mesi. Sai, non li vedo giocare a bocce, i baby-pensionati. Di solito li vedo lavorare, e farmi concorrenza aiutati (loro) coi soldi che io pago all’INPS. Ma evidentemente tu, meridionale di sinistra, vivi della cassa del mezzogiorno, alias pensione del nonno… e questo aiuta il livello del tuo argomentare…
Ciao Apo, ed auguri al nonno…
Lex [OPS] detto
Oh, Apo, chissà se è lo stesso Apo che tempo fa ci colpì per l’incredibile estensione della sua dialettica e che adesso ritorna con un commento altrettanto stimolante. Togliendo i tentativi di offesa un po’ patetici, mi par di capire che la sua posizione sia qualcosa del tipo: “siccome è esistita la cassa del mezzogiorno non permettetevi di dire qualcosa sulle pensoni ai cinquantenni” percui o io mi sono fatto distrarre dal garibaldi merda [povero Garibaldi] oppure la sua posizione non ha bisogno di nessuna replica.
aggelos [OPS] detto
Ma la Cassa del Mezzogiorno (quell’Ente che, quando non serviva a foraggiare la mafia e gli amici degli amici, serviva a dare a pioggia i soldi delle tasse ad imprenditori -spesso del nord- che li in cassavano nelle banche del nord e poi producevano solo disoccupati al sud) non era stata chiusa nel 1984? Ed anche l’Agensud (Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno), non era nel 1997. In compenso, l’ideologia che voleva che tutta la produzione andasse allo stato perché la suddividesse fra i lavoratori, quella era morta molto ma molto prima. Diciamo che la versione politica di Apo è molto più interessante: la nonnocrazia. Una forma di comunismo che vuole la redistribuzione dei beni prodotti affidata all’oculata gestione dei nonni tramite la loro ineguale pensione. Dal punto di vista filosofico è una versione del tradizionalismo di clan (il sangue, il nome del nonno che si trasmette, il cognome); dal punto di vista politico è inegualitario e reazionario. Dal punto di vista economico … lasciamo stare. Dal punto di vista psichiatrico invece è moooolto interessante…
Fadette [OPS] detto
Caro Apo
guarda che da queste parti senza i residui della Cassa del Mezzogiorno si vive uguale e pure meglio…