Non capita dappertutto che un comico riesca a sconquassare un sistema politico. Se questo succede in Italia, è anche perché a) questo comico non è un comico qualunque, ma una voce critica che si è fatta lungamente apprezzare per il coraggio nel dire cose scomode, e b) non tutti i sistemi politici permettono che qualcuno sia condannato per aver corrotto i giudici, si faccia un solo giorno di galera, e chi gli ha dato i soldi per commettere il reato sia considerato innocente.
Nei mesi scorsi Beppe Grillo ha promosso un V-Day, con tre proposte che sono parse dettate dall’aspirazione alla bella politica da chi le ha apprezzate, e sono invece parse anti-politiche a chi si è sentito attaccato da queste. In termini più neutri, devo rilevare che vi sono buone ragioni a favore delle sue proposte ed altrettanto buone ragioni per ritenere sbagliati tutti e tre i punti proposti da Grillo. Ma ovviamente, i termini neutri sono difficili da usare nella nostra cultura da operetta, o da soap opera.
Recentemente Grillo ha ampliato i termini della sua proposta, secondando il vento che aveva intercettato, e che certo malaffare ha suscitato. Ha così proposto di costituire i «Meetup» in liste civiche per le elezioni comunali, dotate «certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”». Una proposta che mira ad un ritorno di attenzione sulla politica, su quella poi più vicina ai cittadini, la politica comunale. Perché è verissimo che
i Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi.
Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo.
Sembrerebbero i temi della cara ‘bella politica’ cui Grillo ci ha abituati negli anni. Epperò epperò, scopriamo poi che le liste sono indipendenti, e possono anche essere multiple. Cioè, in un comune ci sarà la lista A che proporrà inceneritori, porti, parcheggi, e la lista B, che proporrà raccolta differenziata, parchi ed asili per i bambini, e l’una esclude l’altra ma tutte e due avranno la certificazione di essere beppegrillotrasparenti. Una situazione chiaramente insostenibile. L’unica condizione è di avere degli ancora-non-condannati, e dei non-iscritti ai partiti.
Tralasciando il primo punto, il secondo ahinoi rende l’operazione di Beppe Grillo semplice «antipolitica». Rivela il disprezzo per chi ha avuto la pazienza di interessarsi alle regole del gioco politico, che è propria del pensiero religioso di chi sa di avere Dio dalla propria parte, ed è convinto che verrà un giorno, sia l’Anno Mille, sia l’Apocalisse, sia il ritorno di Cristo in terra, sia quel che sia, in cui il pensiero religioso, con tutte le sue semplificazioni, si trasformerà in lettera viva. In cui le idee dell’ayatollah saranno incarnate da folle oceaniche di persone con in mano un libretto rosso, che scandiscono un solo grido, che hanno un’unica idea, quella giusta, e si metteranno all’opera per realizzarla.
Questo stesso disprezzo per la politica, quest’incomprensione della politica (che quando è ‘alta’ è invece coscienza che il proprio punto di vista è limitato, e che un compromesso con un altro punto di vista è un’opportunità per realizzare qualcosa di migliore) è la stessa molla propulsiva del fascismo post-bellico (la salvezza nel manipolo di camerati, nel ‘nuovo che avanza’ contro le barbosità della politica liberale), del maoismo (il disprezzo dei giovani culturalmente-rivoluzionati contro i vecchi e marci, che arriverà al terribile apice con Pol Pot), e delle BR (che disprezzavano tanto la politica che dovettero apprendere da Moro l’esistenza di correnti nella DC — cosa cui sarebbero arrivati con la semplice lettura dei giornali, se avessero mostrato per le cose del mondo interesse, e non il disprezzo di chi ha la verità).
Ora, per fortuna in Italia c’è Peppe Grillo, perché non sarà mai n’è un Mussolini, né un Mao, né un brigatista. Perché non guiderà lui, tutto questo, questa «più democrazia» che spesso è meno democratica di quella che vitupera. Perché se si limiterà a queste iniziative, il nostro popolo avrà un’altra dimostrazione che il messianesimo non porta da nessuna parte, che non ci sono scorciatoie e vie sacre alla soluzione dei problemi. Sarà un flop salutare, una vaccinazione ben meno costosa di quella che Montanelli riteneva necessaria agli italiani per disfarsi della … sirenetta.
P.S.: Che Grillo non strumentalizzerà il messianesimo per arrivare al potere è certo, che però a tutto questo egli non dia solo inizio, eppoi il tutto evolva verso il prevedibile sfacelo, questo, io, non l’ho mai escluso. Troppe rivoluzioni progressiste sono rapida- e facilmente degenerate in rivoluzioni fasciste perché un lettor di libri quale io sono possa escludere un simile esito. Dipende se sarà più veloce la politica a riformarsi, o qualchedun altro, capace di arringare le folle e titillarne i più bassi istinti, ad approfittarne. Auguri a tutti!