Osservatore Politicamente Scorretto

Diario, Attualità, Opinioni, Citazioni, Racconti, Scienza, Cultura, Rassegna Stampa

Indulto: e allora ?

Pubblicato da fadette [OPS] su 17/10/07

I dati del DAP (Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria) segnalano che la popolazione di detenuti in Italia è di nuovo oltre i limiti dei posti disponibili: 47.000 detenuti per 43.000 posti. Prima del provvedimento di indulto (votato dai due terzi del parlamento, quindi da destra e da sinistra, e firmato dal ministro della Giustizia) c’erano 63.000 detenuti per 43.000 posti. Una situazione insostenibile che stava conducendo al collasso il sistema penitenziario italiano. Il rischio è che l’anno prossimo si torni alla stessa situazione, cioè al sovraffollamento.

L’indulto ha sostanzialmente cancellato tre anni di pena ai detenuti italiani. Ricordo bene il 1 agosto 2005, il giorno in cui è stato applicato. Ero al carcere di Pisa, ricordo la gente che usciva a getto continuo. Per lo più tossicodipendenti, i famosi “ergastoli bianchi”, gente che entra in carcere con piccole condanne, esce e rientra, e a botte di piccole condanne in carcere ci passa quasi tutta la vita. Quelli a più alto rischio di recidiva, perché il carcere non disintossica dalla droga, esci e commetti di nuovo reati per procurartela. E rientri.

Lo temevo, che molti di loro non sarebbero rimasti fuori a lungo. Temevo che il problema del sovraffollamento, in assenza di nuove carceri, di un’applicazione più efficace delle misure alternative alla detenzione, sarebbe tornato presto. Sovraffollamento che non è un problema solo per i detenuti, ma anche per gli agenti di polizia penitenziaria, per i medici, gli educatori, tutti coloro che in carcere ci lavorano. 63.000 detenuti per 43.000 posti, immaginate di che stiamo parlando ? Le celle doppie devono diventare triple, quadruple. Il personale non riesce a diventare triplo e quadruplo. Si arriva al paradosso che i carceri devono rifiutare nuovi ingressi perché non sanno fisicamente dove mettere la gente, come è successo da più parti in Italia. Senza parlare del fatto che tentare strade di rieducazione attraverso lo studio ed il lavoro diventa difficilissimo. E allora ?

Allora l’indulto era necessario, forse indispensabile. Ma non da solo. Andava accompagnato da altre misure, e tuttavia queste misure sono costose, in un paese in cui ci si lamenta continuamente delle troppe tasse e di soldi ce ne sono pochi per tutti gli ambiti, anche i più importanti come scuola, sanità, ricerca. Ora, costruire nuove carceri costa. Assumere nuovo personale costa. Organizzare esperienze lavorative su grandi numeri costa, fra le altre cose, in termini di sorveglianza, è più facile ed economico sorvegliare tutta questa gente tenendola in cella per venti ore al giorno, e le rimanenti in un cortile chiuso. Le misure alternative alla detenzione vengono usate con parsimonia, perché è possibile andare in semilibertà o affidamento ai servizi sociali solo se si ha un lavoro esterno (e nel caso dell’affidamento, che richiede ai detenuti di essere ad un minimo di tre anni dal fine pena, anche un domicilio abitativo), se si danno quindi delle garanzie sul fatto di non tornare a delinquere, e non sono molti i detenuti con queste caratteristiche, soprattutto i tossicodipendenti.

Eppure sono costi che andranno sostenuti prima o poi, altrimenti l’indulto non avrà in effetti avuto altra ricaduta che di alleggerire la situazione per un paio d’anni. Tanti interrogativi restano aperti, come trovare i soldi, come risolvere il problema dei detenuti tossicodipendenti ad alto rischio di recidiva, come gestire inserimenti lavorativi, lavoro all’esterno quando ci sono le condizioni, e non esistono risposte facili. Ma qualche risposta bisogna trovarla.

5 Risposte a “Indulto: e allora ?”

  1. Il Crea [OPS] Dice:

    Liberiamo 632 carcerati e mettiamoli al posto dei deputati, poi prendiamo 315 ergastolani e via a fare i senatori che se lo meritano, e vediamo che succede.

    Poi aspettiamo…

    …aspettiamo…

    …e speriamo.

    Che venga fuori un’idea migliore dell’indulto e si risolva una volta per tutte la questione carceri? Come fanno infatti criminali mai andati in galera (alias i politici italiani, per i più ingenui) a sapere come sciogliere questo nodo?

  2. aggelos [OPS] Dice:

    Ah ah ah ah! È una boutade, vero? Dunque devo rispondere con una grassa risata, vero? Perché degli ex-carcerati te lo risolvono facilmente il problema, del sovraffollamento delle carceri: gas e sedia elettrica, tanto loro ormai hanno il potere, in galera non ci vanno più. Da questo punto di vista, meglio le soluzioni di qualcuno che rischia di finirci (e non sempre giustamente) che quelle di chi conta di non finirci mai, o di non finirci mai più.
    Inoltre, tu affideresti il problema dei concorsi truccati a chi li trucca, degli errori medici ai medici che sbagliano, della droga agli spacciatori, degli incidenti autostradali a chi investe la gente sulle strisce? No, certamente no. Come mi è potuto passare per l’anticamera… È una boutade, la tua, e dobbiamo tutti riderne di cuore.
    Ah ah ah ah ah!

  3. Lex [OPS] Dice:

    Il problema, purtoppo, non è solo chi legifera.

    Che cosa direbbero i cittadini, i contribuenti, se un governo decidesse di aumentare le tasse per rinnovare il sistema carcerario, aumentare il numero di dipendenti e costruire nuove strutture? Direbbero picche ecco cosa direbbero.

    Alcuni geni proporrebbero la pena di morte: “Non c’è spazio? lo liberiamo noi!”. Il che servirebbe solo a guadagnare un po’ di applausi ad un congresso della lega, dato che potrebbe essere una soluzione solo con l’introduzione della pena capitale per lo spaccio ed il furto (come ricordava Fadette, chi riempie le carceri sono tossicodipendenti con condanne brevi).

    Ed allora?
    Nuove tasse non ne vogliamo, un nuovo indulto non se ne parla (ed in effetti non è che si può andare avanti indulto dopo indulto).
    Però vogliamo risolti i problemi della legalità e pene sicure per i colpevoli di reati gravi.

    E se trovassimo soluzioni alternative per i tossici di cui sopra?
    Ma anche questo costa e tasse, come dicevo, non ne vogliamo.
    E se risolvessimo alla radice ed in via definitiva il problema dell’eroina? Cavolo questo potrebbe funzionare… e poi cosa, la pace arabo-israeliana? Ma per piacere!

    Il problema non è solo la casta. Chiedete al vostro vicino di casa cosa ne pensa. Nella migliore delle ipotesi (quella in cui capisse la completa estensione del problema) vi proporrà di continuare a riempire le celle fino a mettercene 10, 15 o 24 in una cella da tre. Perchè, vi spiegherà, se il criminale voleva stare comodo poteva anche non rubare. Certo che il problema non lo toccherà mai, come è certo del sorgere del sole domani.

    Fatevene una ragione: in un paese così, problemi del genere non si risolvono.

  4. fadette [OPS] Dice:

    Per Lex: sai che sono d’accordo… purtroppo in questo paese le situazioni devono diventare esplosive prima di prendere delle decisioni sensate (anche costose). E non sempre le decisioni prese in emergenza sono sensate o efficaci, proprio perché il tempo di riflettere non c’è.

    Ma prima o poi le situazioni diventano esplosive, ed in questo caso non ci vorrà neanche tantissimo.

    C’è giusto il fatto che i tossicodipendenti sono poco portati alle rivolte armate, quindi forse l’esplosione (o implosione) verrà piuttosto dal fatto che lo spazio fisico puoi comprimerlo solo fino ad un certo punto, e se la gente non ci entra più, non ci entra più.

  5. fadette [OPS] Dice:

    Non perdiamoci una nuova possibile soluzione al problema carcere.
    I CPT.
    Per adesso, sembra un’idea destinata solo agli stranieri. Ma poi, chissà…
    Costruire un CPT costa meno che costruire un nuovo carcere, visto che in genere si tratta di stanzoni, negli stanzoni ci dormono molte più persone che nelle celle (tipo almeno 8…), te lo gestiscono dei privati, quindi anche meno spese di gestione interna…
    Ecco la geniale soluzione: sostituiamo ai carceri i campi di concentramento.
    E non pensate subito ai nazisti, mica ho detto campi di sterminio, eh ? Son due cose diverse, anche se i nazisti li usavano tutti e due, è vero.
    Campo di concentramento, letteralmente, significa solo campo dove concentrare le persone. In attesa di qualcosa. Cosa ? Chissà. Intanto noi li concentriamo. Poi si vede.

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>