Il terrorismo è, di per sé, per sua stessa definizione, qualcosa di intollerabile. L’idea stessa di usare la violenza e l’orrore come sistema di affermazione politica è insopportabile, indipendentemente dalle motivazioni alla base del gesto.
Fino ad ora il terrorismo di matrice islamica si è nascosto dietro al dito del martirio: se qualcuno considera la propria vita meno importante di un’idea, in qualche modo si sente giustificato. È un dito che sta sempre più perdendo il suo senso, al punto che, di recente, alcuni giornali arabi hanno pubblicato vignette satiriche che ridicolizzano chi vorrebbe farsi passare per martire.
Gradualmente, il concetto stesso scompare, ed alcuni dei furbi, schifosi manipolatori che usano gli esseri umani come bombe si mostrano per i mostri che sono.
E successo a Bagdad (بغداد) dove due donne affette dalla Sindrome di Down sono state imbottite di esplosivo ed utilizzate per uccidere più di cinquanta persone.
Se si voleva provocare qualcosa nell’opinione pubblica mondiale, certo un risultato l’hanno ottenuto: il ribrezzo.




