Ebbene si, finite le consultazioni, il presidente del Senato Franco Marini informa che per quanto sia «diffusa la consapevolezza di modificare la legge elettorale», non sembra esserci modo di formare una maggioranza che se ne occupi.
La timetable attuale della politica italiana prevederebbe quindi nuove elezioni entro il 13 aprile ed il referendum sulla legge elettorale, indetto per il 18 maggio. Se dovesse essere rispettata, quindi, significherebbe andare al voto con la vecchia legge elettorale.
Il centro sinistra gioca per perdere, se il centro destra dovesse vincere si troverà, plausibilmente, in una situazione di ingovernabilità. I piccoli partiti (leggi Mastella), guadagnano un po’ di tempo per pensare a strategie di sopravvivenza.
Un panorama politico interessante.
Le conseguenze del quale, le vivremo sulla nostra pelle.




