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Archivio per 7 Febbraio 2008

Lolita in tribunale

Pubblicato da fadette [OPS] su 7/02/08

Lolita è uno dei miei romanzi preferiti.Lo trovo bellissimo. E non ho esitazioni o remore a pensare che si tratta, in sostanza, di una storia di pedofilia. Una storia intensa, struggente e dolorosa, una storia senza perdono e senza redenzione. I romanzi che ho letto li ho giudicati, in genere, più o meno riusciti, più o meno belli, a seconda di quanto arrivassero a penetrare le pulsioni umane, comprese quelle più complesse ed inconfessabili, a ricordare agli uomini che nulla di umano può essere loro del tutto estraneo. Per quanto terribile sia.

Non è compito degli scrittori giudicare, ma far comprendere quello che ad un’occhiata più superficiale sembrerebbe lontanissimo da sé ed incomprensibile. Comprendere, per me, non ha mai avuto il significato di giustificare. Neppure di condannare. Questo va lasciato ai tribunali.

Ed è stato un tribunale, a Vicenza, a decidere che un uomo di 34 anni dovesse avere delle attenuanti generiche e di minore gravità per aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 13, dato che il loro non era un rapporto di violenza, ma “di amore”.

Senza addentrarmi nel merito della vicenda, mi chiedo se sia ragionevole – non discuto se sia lecito, visto che evidentemente lo è – che nelle decisioni di un tribunale entri una valutazione così soggettiva come quella riguardante un sentimento di “amore”. Il tribunale di Vicenza ha finalmente trovato una definizione oggettiva ed insindacabile di cosa sia “amore”, per inserirla dentro una sentenza ? Non in un romanzo, o in un film, o in una messa. In una sentenza penale.

Cosa significa “amore” per questo tribunale ? Rapporto “alla pari” fra due individui ? Fascino esercitato dall’adulto su un minore ? Affettuosità scambiate via sms fra una bambina ed il suo idolo del momento ? Voler bene all’altro e desiderare il meglio per lui ? Essere attratti sessualmente l’uno dall’altro ?

Non ho dubbi che la tredicenne dicesse con sincerità di amare il suo partner, e viceversa. Ma ci sono anche altre concezioni di amore secondo le quali un simile sentimento, data la disparità psicologica, esperienziale, ecc. fra uno che è al mondo da 34 anni ed una che ne ha compiuti 13, non rientra nell’ “amare” ma nel “plagiare”.

Ci sono figli percossi dai genitori, che amano follemente questi genitori. Che crescono convinti che se vengono picchiati è per il loro bene. Che rifiutano di denunciare le violenze, perché amano questi genitori, ed i genitori a loro volta sono convinti di amarli.

Ci sono figlie minorenni abusate dai genitori, che sono convinte di amarli, e che l’atto sessuale sia una sanzione di quest’amore. E viceversa.

E’ importante sapere che la cosa fondamentale è l’amore, per un tribunale. Forse un giorno o l’altro vedremo un uxoricida essere condannato a dieci anni “perché amava tanto la moglie” ed un altro essere condannato a trent’anni “perché non l’amava abbastanza”.

D’altronde com’è che si diceva ? “Molto ti sarà perdonato perché molto hai amato” ? Colui che lo diceva ha fondato una religione. Oggi ho scoperto che il principio vale anche per i tribunali laici. Non si finisce mai di imparare…

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