Rockerduck e l’eleganza di tacere
Pubblicato da aggelos [OPS] su 16/02/08
Non so se vi sia mai capitato che il vostro datore di lavoro, dopo aver fatto un errore ed averne addossato la responsabilità su di voi, sia pure andato in giro a mentire sul suo e vostro conto. In contesti imagari n cui non potevate replicare, non potevate dire come stanno le cose.
Il Rockerduck italiano, dopo aver detto in un contesto internazionale, sotto gli occhi delle televisioni, che 3 famosi giornalisti avevano fatto un «uso [...] criminoso» «della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti», e dopo aver auspicato, anzi, detto ch’era «un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga»; dopo aver quindi fatto interrompere a detta dirigenza (da lui insediata), dei contratti con questi giornalisti (anche illegalmente, a detta dei giudici), se ne viene oggi a dire che non è vero niente, che non solo lui non ha colpa, che anzi si è «battuto perché Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma» che «alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato».
Silvio, sei vecchio. Non ti ricordi le cose. Noi siamo giovani, non ce le dimentichiamo. Biagi è morto, i nostri ricordi no. Certo, se avessi avuto l’eleganza di tacere, di non tacciare di venale un morto, sarebbe stato più bello, davvero. Ma se avessi avuto eleganza, a quest’ora non saresti l’uomo più amato «da chi non conta niente» (come recita l’inno che un adulatore ha scritto per te). Un consiglio, però, da chi ha letto più cose, più storie del mondo: troppo spesso un eccesso di adulatori portò dei re al patibolo. Auguri (a me).




19/02/08 a 5:31 pm
La riscrittura della storia recente non può che basarsi sull’ignoranza e la credulità. Questo tentativo è un esempio (qualora che ne fosse bisogno) della considerazione che il Leader ha della sua truppa… e di tutti noi.