Capita spesso che nei sistemi politici si accetti di introdurre delle leggi morali, delle leggi, cioè, di solito ispirate ad una qualche Legge Santa, e che dettano non solo quel che bisogna credere, ma anche come ci si deve comportare. Gli uomini politici, coronati o meno, credenti od atei che lo fanno, di solito non sono ispirati dal Sacro Fuoco, ma devono sostenere o riabilitare la propria immagine di fronte alle critiche di qualche testa calda fra i loro o gli altrui sudditi. E così ad esempio avvallano che solo una casta possa parlare del bene e del male, del giusto e dell’ingiusto (o dell’essere più o meno un `vero comunista’), e poi si stupiscano che questi dettino loro la legge. Insomma, lo fanno perché non hanno il coraggio di combattere queste teste calde, e si affidano alla ragionevolezza, nella speranza che non ci scappi mail lo scandalo.
Ma introdurre la Legge nelle leggi è sempre motivo di scandalo, porta sempre a dei problemi con gli uomini che vogliono vivere la loro vita, e che magari non credono di star facendo del male, se lo fanno. Avveniva in URSS ed a Cuba con la polizia politica, in Arabia Saudita con quella religiosa. Gli ambasciatori del re saudita possono anche dire che «tutte le leggi ed i regolamenti del Regno dell’Arabia Saudita sono indirizzati ai due sessi senza differenze o discriminazioni, in quanto la Sharia islamica non fa differenza tra l’uomo e la donna nei loro diritti e doveri», ma se poi la polizia morale (muttawa) della Commissione per la promozione della virtù e la prevenzione del vizio impedisce ai pompieri maschi di entrare in una scuola femminile in fiamme (15 ragazze morte), se vigila acché non facciate fotografie in pubblico (divieto abolito solo nel 2006), se vi condanna alla fustigazione perché eravate in compagnia del vostro (ex-)ragazzo quando siete stata violentata (grazia reale perché la ragazza apparteneva ad una minoranza religiosa), o se rischiate il carcere perché avete scelto la sala sbagliata di un bar per collegare il vostro laptop… l’immagine che danno del paese è un po’ asfittica, ed uno inizia a preoccuparsi che, quando il petrolio sarà troppo caro per essere venduto, da quelle parti ritorneranno all’età della pietra. Né è una consolazione l’idea che alla fine intervenga sempre il re, come superman, a salvare la situazione. E se una volta si distraesse, cosa accadrebbe? O se il caso non facesse sufficiente scalpore? Non gli conviene, a sua maestà, riformare il sistema giuridico piuttosto che rimboccarsi le maniche tutti i santi giorni, per giunta sulla spinta dei media che trattano lui ed il suo popolo da beduini? Eviterebbe almeno il danno d’immagine…




