Non so se la scelta di puntare tutto sulla novità pagherà, in termini elettorali, a Veltroni. Se tutto resta quello che era alla vigilia della decisione di Mastella (qualcuno l’ha capita?!) di far cadere il governo Prodi, Walter non solo non ha speranze di vincere, ma correndo da solo non può neanche sperare di limitare i danni. Se invece a Walter riesce il miracolo di far credere di essere la novità…
In quest’opera che più che titanica è disperata, una mano gli viene dal suo attempato (è un eufemismo) avversario. Che, come i buoni borghesi 50enni negli anni ‘70, ricorda al mondo di essere laureato, lui, mentre Veltroni è solo diplomato. Certo, il fatto che l’infelice battuta gli sia uscita a proposito della raccomandazione di una starlettina che voleva la spintarella per lavorare in Rai, ha ricordato a tutti che Veltroni opera con qualche competenza nel mondo in cui è diplomato, mentre all’attempato borghese, la laurea in diritto è servita solo a tirarsi addosso avvisi di garanzia per parecchi dei reati previsti dal Codice. Passi. Ma il punto che mi colpisce è nel fatto che quello splendido comunicatore che è sempre stato Berlusconi, preso in contropiede dall’offensiva nuovista del PD, poi dall’offensiva legalista del PD, poi… insomma, ha sospettato che non sarebbe riuscito a vendere al pubblico la sua ricrescita cesareragazziana per qualcosa di veramente nuovo ed originale, ed ha deciso di giocare il ruolo del vecchio borghese, tirando fuori la vecchia carta del «lei non sa chi sono io». Caduta di stile, per tutti gli elettori giovani, certo; ma prima di giudicarlo un errore, è il caso di ricordare che siamo la nazione sviluppata più anziana del mondo. Gli anziani, forse, da questa battuta di un loro coetaneo sono stati conquistati, chissà.
Certo, che del vecchio che è sopravvissuto fino ad ora, non sia sopravvissuta la decantata cortesia, è qualcosa che spiace. Ma detto fra noi, i vecchi l’assenza di cortesia la rimproverano ai giovani, ma non è che poi la pratichino tanto…




