Osservatore Politicamente Scorretto

Diario, Attualità, Opinioni, Citazioni, Racconti, Scienza, Cultura, Rassegna Stampa

Bertinotti stampa case

Pubblicato da aggelos [OPS] su 28/02/08

«Un salario sociale e una casa per chi si iscrive al collocamento, per i precari e i disoccupati in modo che abbiano una dotazione di servizi gratuiti’».

Sono affermazioni di Fausto Bertinotti, candidato premier della sinistra arcobaleno. Che entra nel problema difficile e sofferto del diritto ad una dimora decente in cui vivere e far crescere i proprî figli con un intervento che, se provato reale, sarebbe una vera novità.

Se ho capito bene la sua proposta, basta iscriversi in una lista e ricevere in cambio soldi e casa. La prima parte è facile, ha bisogno di poche attrezzature (al limite, se non aveste carta e penna, ve le passo io). Il problema, da Lenin a Stalin in avanti, è sempre stato la fase-2. C’è chi ha provato ad abolire il denaro e frazionare le case (così da un appartamento se ne ottengono 4, e tutti si vivono addosso); ma non ha funzionato, soprattutto nelle case prive di quadruplici servizî. C’è chi ha provato a stampare denaro e gettarlo dalle finestre, a chi piglia piglia, ma poi si è visto che questa soluzione è una presa in giro, soprattutto per i poveri, che diventano ancora più poveri (e per i disabili poveri poi, che saltano meno bene degli altri poveri). Inoltre, questa soluzione non è più possibile, oggi che i soldi li stampano a Francoforte, e che noi abbiamo già un debito da far paura. C’è chi ha proposto di darli solo a chi si impegna a lavorare e studiare, ma questo, per l’onorevole Bertinotti, puzzerebbe troppo di darwinismo sociale. Nelle socialdemocrazie si prova a dare qualcosa a tutti, magari un po’ di più se si ha famiglia numerosa o se si studia. Ma nelle socialdemocrazie la spesa sociale non è destinata solo alle pensioni, e se anche l’idea si facesse spazio nella mente dell’onorevole Bertinotti, resterebbe il problema di capire cosa tagliare nel bilancio dello stato, o di chi espropriare del bilancio suo proprio, per finanziare questi nuovi diritti.

Insomma, se n’erano finora viste di tutti i colori. Non si era però mai visto che qualcuno pensasse di stampare case, perché io non vedo il modo di riuscire a fornire il Paese di tante case, così, su due piedi, al contempo senza costi per lo Stato ed a bassi canoni. Diamo diritto assoluto di costruzione, anche all’interno del Colosseo? Ci limitiamo a segnare su un’altra lista le case deliberate (e mai stanziate, case sulla carta, buone solo per le statistiche di partito)? Oppure la lista diverrà una banale, eterna lista d’attesa? O ci sono invece altre novità clamorose che bollono in pentola, e che meritano un paio di Nobel?

Attendiamo fiduciosi.

Una Risposta a “Bertinotti stampa case”

  1. Alessandro detto

    Non è nè la prima nè l’ultima utopia che racconta Bertinotti, ma d’altronde che vi aspettate da un comunista??

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>