Gravina: «non c’è fretta»
Pubblicato da aggelos [OPS] su 3/03/08
Alla triste storia dei fratellini di Gravina si aggiunge un nuovo capitolo, d’improntitudine, diciamo, dopo quelli caratterizzati dalla demenza.
I bambini non sono stati cercati bene, questa è l’unica cosa sicura, allo stato attuale delle indagini. Forse non si sarebbe riusciti a salvarli, li si fosse cercati bene, ma certamente si sarebbe evitata ad un cittadino italiano una detenzione ingiustificata, con accuse dalle quali non si riavrà mai più, se nelle indagini ci si fosse ispirati non a trame da fantascienza, ma si fosse conosciuto un po’ il territorio, e sottosuolo, pugliese e specificamente murgiano. Adesso non si può più fare niente. Anche le accuse al padre diventano indimostrabili: non potranno mai essere provate, non potrà mai scagionarsene del tutto
Un sistema giudiziario che partisse da questo dato di fatto, dall’esito impossibile di un processo penale, ne anticiperebbe l’esito, libererebbe un uomo che resterà accusato a vita, ed indagherebbe sulle proprie responsabilità, su una fase investigativa penosa. Il nostro, però, non è un sistema giudiziario decente. I giudici rispondono non al popolo, ma alla loro casta. E così il PM presso la procura della Repubblica di Bari, Antonino Lupo, ed il suo procuratore capo hanno espresso parere negativo sulla scarcerazione di Filippo Pappalardi, il padre dei piccoli Francesco e Salvatore, per tutta Italia Ciccio e Tore.
Il gip Giulia Romanazzi, dal canto suo, pare abbia dichiarato che «in questo momento non c’è fretta di decidere, bisogna fare le cose con calma, mi prenderò il tempo necessario per valutare bene le carte».
E certo, se su un piatto della bilancia c’è la fretta di far dimenticare un’indagine sconclusionata finita in un’accusa infamante ad un cittadino forse innocente, e sull’altro piatto della bilancia c’è il tempo, la vita di un cittadino forse accusato ingiusta mente, magari un po’ di fretta per evitare i giudizi dei riflettori, ce la dovrebbe avere anche la casta giudiziaria. Ma a Bari è l’ora della pennica, che fretta c’è?!




Fadette [OPS] detto
Sottolineo che quest’uomo sta in carcere per un provvedimento di CUSTODIA CAUTELARE.
Liberarlo non significa innocentarlo, come tenerlo in galera non significa averlo condannato.
Le indagini proseguono, ma a questo punto potrebbero proseguire con lui fuori di galera. O almeno non vedo motivi sufficienti a spiegare la necessità della custodia cautelare in carcere.
Ma su questa cosa della custodia cautelare forse varrebbe la pena di fare un post a sè stante.