Gravina: dimetteteli!
Pubblicato da aggelos [OPS] su 6/03/08
«L’ipotesi di duplice e contemporanea disgrazia appariva scarsamente probabile dato che, salvo pensare a un crollo che avesse coinvolto entrambi o all’ipotesi di una disgrazia accorsa al secondo che magari tentava di soccorrere il primo (per esempio caduto in un vascone per l’irrigazione), resta il fatto insuperabile che Gravina di Puglia non è un comune di alta montagna, con crepacci, burroni e slavine pronti a seppellire per sempre i corpi dei malcapitati».
È questa la motivazione che ha spinto il giudice all’arresto di Filippo Pappalardi, il padre di Ciccio e Tore, con l’accusa di averli uccisi. Ora, io non so da dove provenga il giudice, se dal Piemonte o dal Trentino. Ma lasciate che un pugliese, un murgiano, vi spieghi cos’è la Murgia.
Normalmente l’acqua piovana cade sulla terra, scivola e si raccoglie nei punti più passi, e di lì si scava delle strade che si chiamano fiumi e laghi, fino ad arrivare al mare. Nella Murgia, come nel Carso, questo non accade. L’acqua sprofonda nel terreno e, combinandosi con la roccia, la scava e crea canyon sotterranei e grotte con stalattiti e stalagmiti. In superficie vi sono inghiottitoi (i pozzi naturali che assorbono l’acqua), imponenti puli (grandi depressioni del terreno a forma di tronco di cono allargato in alto), gravi (depressioni allargantesi in basso), gravine, gravinelle, canyons. Uno spettacolo della natura. E dall’altro canto, dacché l’acqua s’inabissa (la Puglia è la regione con meno fiumi in Italia: 1), i contadini dall’epoca dei greci hanno cercato delle contromisure scavando pozzi e cisterne. C’è tanta vita sottoterra, nella Murgia, quanta in superficie.
Ora, che un giudice piemontese non veda montagne e pensi che non ci siano pericoli, può anche accadere. Ma un giudice che lavora in Puglia, ed ignora che in un posto che si chiama Gravina possa esserci una gravina od altri fenomeni carsici in grado d’inghiottire e far sparire per sempre due bambini, un giudice così dovrebbe avere solo la decenza di andare a fare un altro lavoro, perché il suo non lo sa fare.
Se la Polizia non avesse cercato gli UFO e gli zingari cattivi ed i tatari delle fiabe ed avesse fatto il suo lavoro, forse tutti e due, forse uno solo di quei due sfortunati bambini sarebbe ancora vivo. È un dubbio che perseguiterebbe per sempre i sonni di un uomo onesto, ma non è certo che li avrebbero salvati. Se giudice e polizia, anziché scrivere plot per film dell’orrore, cercassero di produrre prove per un dibattimento processuale, senza usare i loro poteri per lanciare accuse diffamanti che non proveranno mai (e dai quali l’accusato non si discolperà mai), non commetterebbero una colpa che colpisce non solo due poveri bambini, ma tutta una popolazione civile. E che spinge a chiedere a chi di dovere la rimozione di persone la cui incapacità è pericolosa per tutti.



