Osservatore Politicamente Scorretto

Diario, Attualità, Opinioni, Citazioni, Racconti, Scienza, Cultura, Rassegna Stampa

Democrazia ed elezioni: l’Iran

Pubblicato da aggelos [OPS] su 14/03/08

La giornata di oggi mi dà la soddisfazione di ricordare a tanti amici che le «elezioni» non significano «democrazia» (e che quindi regimi come Cuba, l’Iran, la Cina, non sono più democratici perché hanno qualche forma di elezione, di quanto noi abbiamo un welfare state decente solo perché abbiamo le pensioni per i vecchi, e una maz*a per giovani, disoccupati, famiglie con figli, lavoratori in nero e loro vedove…).

Si vota in Iran, oggi. In due terzi dei seggi, i riformisti non hanno potuto presentare le loro candidature; i 4500 candidati `autorizzati’ sono stati purgati di 1700 candidati `traditori’. Questo significa due cose: 1) che è come se mi chiedessero di scegliere col voto fra lo xenofobo Calderoli ed il fascista Storace: insomma, roba da tagliarmi la mano, piuttosto; 2) che Ahmadinejad fa tanto il duro, ma non dev’esserlo poi così tanto, se preferisce negarsi allo scontro piuttosto che rischiare di perdere. E quelli che inneggiano alla libertà della rivoluzione iraniana (cubana etc.), dovrebbero forse battersi perché gli iraniani abbiano la libertà, minima, di scegliere chi li governi, di reggersi davvero «democraticamente».

Non è che poi il fatto di governarsi «democraticamente» significhi necessariamente governarsi meglio, per il popolo stesso e non solo per le sue minoranze, no no no. Ma affrontare delle elezioni libere è più sportivo anche per chi le vince. E se siete così convinti di avere le masse dietro di voi, in tutto il mondo occidentantagonista… allora che paura avete?

Lascia una Risposta

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>