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Vince la Politica dell’Amore

Pubblicato da Lex su 15/04/08

Stamattina ho visto l’alba, l’ho vista mio malgrado eppure era un’alba bella, pulita. L’aria tersa ma umida, come te la immagineresti in un racconto.

All’alba si vede bene l’orizzonte ed all’orizzonte c’era il prezzo del petrolio a più di 112$ al barile, in crescita. Accettiamolo, siamo una civiltà basata sul petrolio, noi e tutti gli altri, e con l’India e la Cina in crescita continua il prezzo del petrolio non potrà che aumentare, portandosi appresso tutto il resto.
Era una cosa che già sapevamo tutti: che non c’è abbastanza di tutto per tutti, che il benessere di alcuni dipendeva dal sottosviluppo di altri e che il sottosviluppo non dura per sempre.

Cosa ci si augurerebbe all’alba da un governo appena nato? Che riducesse il debito pubblico finché è ancora possibile, perché domani potrebbe essere peggio e che, contestualmente puntasse sulla ricerca per evitare che domani sia peggio. Politiche tipicamente da centrosinistra.
Eppure il centrosinistra ha perso.
Ed il centrodestra non ha vinto. Perché non è un centrodestra e nemmeno una destra quella che governerà l’Italia adesso.
È l’arroganza di un uomo che risolve i propri problemi con leggi ad personam, vincolata, oggi, alle perversioni xenofobe partorite dai peggiori sogni umidi della lega.

Come è potuto succedere? Colpa nostra ovviamente.
Noi, con la nostra musica ed i nostri libri, con i nostri film che non vede nessuno, lontani anni luce da ciò che si muove rasoterra, dalla retorica polemica di Amici di Maria de Filippi e dai sentimenti dei libri di Moccia. Noi che abbiamo deriso i pantaloni con le ali sul sedere ed i capelli a forma di palma. Che abbiamo pensato che Emilio Fede fosse una macchietta. Noi che se ci dicono «Grande Fratello» pensiamo ancora ad un libro di Orwell intitolato 1984.[1]

Qualcuno ha detto che il bello della democrazia è che il popolo si trova il governo che si merita. E questo governo, questo ce lo meritiamo tutti, non c’è maglietta «Io non l’ho votato!» che tenga, non questa volta.

Il Barone Rampante vede il pericolo da lontano, ma parla la lingua degli alberi e, da terra, non lo capisce nessuno.
Le folle di villici con torce e forconi stringono intorno al castello del Dottor Frankenstein.

Vince la politica dell’amore.


[1]
C’è di peggio ovviamente, ieri ho sentito Bertinotti giustificare la propria disfatta elettorale, parlando di classe Operaia. Ma per piacere!


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