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Tribunali dei minori: chiudiamoli

Pubblicato da aggelos [OPS] su 23/04/08

I Tribunali per i minorenni sono un’invenzione fascista, e del codice fascista e dei fascisti tribunali speciali hanno conservato sinora parte dell’organizzazione e della legislazione. Va detto, ad onor del vero, che quest’eccezione importante ai diritti dei cittadini, la difesa dell’istruzione sommaria e non formale del processo, questi limiti alla pubblicità dell’accusa, e quindi ai diritti della difesa, non son dovuti a disattenzione del legislatore nel riformare i tribunali, ma ai problemi specifici del campo dei minori. È vero che non venite informati se qualcuno vi accusa di abusare di un minore finché non arrivano i carabinieri, ma un avviso di garanzia ad un accusato può spingerlo ad aumentare la violenza sul minore per nascondere le tracce della stessa. Meglio, dunque, un’indagine fatta in segretezza, che acquisisca le prove di colpevolezza od a discolpa, e poi intervenga in un caso, ed archivii in un altro. E nessuna invidia, da parte mia, alle persone che hanno una responsabilità tanto grande, che può salvare o devastare una vita, in caso di errore (non riconoscimento di un abuso, od anche l’errato riconoscimento di un abuso che non c’è).

Il problema è che quando i cittadini rinunciano ad una parte dei loro diritti, di solito la qualità della procedura, anziché migliorare, peggiora brutalmente, ed anziché portare a riconoscere i colpevoli, si arriva soltanto a moltiplicare il danno. Sarà forse perché siamo sempre uomini, e le procedure servono a stimolarci a cercare una sicurezza che, fossimo affidati alla nostra debolezza, non cercheremmo. Ho già parlato dell’asilo di Rignano Flaminio, e dei presunti abusi che, per l’inadeguatezza dell’accusa, resteranno sempre tali. Gli accusati non saranno mai innocentati del tutto, né la loro colpevolezza potrà mai essere provata del tutto. Segnati a vita, marchiati per sempre, siano colpevoli od innocenti.

Quarantadue giorni fa il ritrovamento di un disegno in una classe scolastica ha portato gli scherani del Tribunale dei minori in casa di due cittadini italiani. «Erano in tre. Un vigile e due assistenti sociali. Mi hanno detto: “Stia tranquilla e non faccia scene, prepari le cose dei suoi bambini e ce li consegni”. Li hanno portati via così. Senza una spiegazione. Da allora non li ho più visti». L’accusa? Il fratello abuserebbe della sorella. La prova? Un disegno trovato nel banco di lei. Sopra, una didascalia ad uso delle assistenti sociali: «Giorgia fa sesso con suo fratello per 10 euro». E così da 42 giorni una famiglia è distrutta. Il ragazzino si proclama innocente, se la bimba avesse confermato le accuse lo sapremmo :-( , quindi è lecito pensare che conferme, da lei, non ne siano venute. Ora il giudice ha dei dubbi, e nei prossimi giorni verrà fatta, da un grafologo, un’analisi sulla calligrafia della bimba e su quella del disegno, per capire se era un disperato messaggio di aiuto, oppure una burla di un/a compagno/a.

Ma il problema resta.

Rinunciamo al diritto alla difesa piena perché l’indagine sia migliore, ed invece questi qui si permettono di portare via i bambini e poi, solo dopo un mese e mezzo, sottopongono a verifica la prova delle loro accuse?! Ma dove siamo, nel ‘600 della caccia alle streghe? In un posto senza regole e senza leggi? nella procedura normale, prima si verifica che vi siano delle prove, poi si formula un’accusa, che il giudice vaglia col concorso delle parti. Queste assistenti sociali si permettono di procurare un danno così enorme a due bambini ed una famiglia, sulla base di qualcosa che potrebbe essere la classica scritta da bagno dei ragazzi, e solo dopo un mese e mezzo controllano di avere delle prove di essere nel giusto, oppure di essere delle profondissime incompetenti?!

Torquemada no, lui non sarebbe entrato nel bagno degli uomini per scoprire che «Giorgia fa sesso con suo fratello per 10 euro». Lui avrebbe messo sotto tortura il ragazzo, la sorella, i genitori, gl’insegnanti e tutta la classe. Avrebbe fatto un’indagine, lui, e magari alla fine avrebbe messo sotto tortura anche le assistenti sociali. Se rinunciare ai nostri diritti di civiltà significa solo autorizzare degl’incompetenti a calpestarli senza pagare scotto né pena, allora permettetemi di dirlo, ma la conclusione è unica: aboliamo i tribunali dei minori, ristabiliamo il diritto italiano anche in quel regno di soprusi.

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