Questo governo non mi rappresenta. Fin qui passi, può capitare, la democrazia è a vantaggio della maggioranza, non può far contenti tutti.
Questo governo non discute. No, questo no, non può essere tollerato. E’ antidemocratico, questo governo è stato eletto democraticamente ma si sta trasformando in una dittatura.
Importanti segmenti della popolazione: chi vive di Ricerca, chi lavora nella Scuola, gli Stranieri residenti in Italia, tutti loro, corali, chiedono un freno al decisionismo privo di dialogo. E’ necessario un maggior confronto, una maggiore partecipazione. Non si può frustrare ogni tentativo di argomentare con un “andremo avanti comunque”.
Una legge non è una buona legge solo perché è approvata in tempi rapidi, è una buona legge in quanto sintesi, perché risolve più problemi di quanti ne crea.
Ecco cosa sta dimenticando il governo, innamorato del proprio potere lo adopera senza parsimonia, schiaffeggia l’opposizione sottraendo, a colpi di fiducia, ogni concreta possibilità di intervenire sul percorso legislativo. Agisce su mandato della maggioranza degli italiani ma colpisce tante minoranze: meno soldi alla scuola, che nelle università si arrangino, ancora meno denaro, gli stranieri nelle scuole italiane dovranno stare con gli stranieri e se uno straniero va al pronto soccorso il medico dovrà valutare la regolarità della sua posizione di immigrato: sei irregolare? Scegli, o la vita o l’espulsione.
E’ vero, esistono sprechi da arginare, questioni complesse da risolvere e le risorse scarseggiano. Il governo sta intervenendo su problemi reali. Però… però… dove occorre adoperare il bisturi e la mano ferma del chirurgo usa la mannaia e il braccio possente del macellaio.
Occorrevano più insegnanti nelle classi per poter formare bene i nostri figli, abbiamo constatato che ciò fosse vero, la nostra scuola primaria era stata riconosciuta come una delle migliori al mondo.
Adesso si torna al passato e a farne le spese sono i nostri figli.
Per fare cassa ci offrono una scuola più povera, anacronistica e monocromatica.
Se l’integrazione etnica è problematica non puoi chiudere gli stranieri in un ghetto oppure lasciarli morire per le strade, la storia insegna che soluzioni del genere hanno il fiato corto.
Nella scuola è importante poter declinare correttamente i verbi italiani ma è anche necessario che i futuri italiani imparino a stare gomito a gomito con altri futuri italiani, che non appaia loro naturale la divisione di un muro, fra classi scolastiche oggi e fra classi sociali domani.
Ci si domanda quanto sia pedagogico essere un po’ in ritardo sul programma scolastico perché altri che vengono da culture diverse imparano a vivere con noi?
Ci si domanda quanto sia utile per i nostri figli italiani “stare ad attenderli”?
No, a questi politici appare tutto semplice. Le soluzioni sono a portata di mano. Hanno vissuto in un mondo con un unico colore dominante e vogliono che i loro figli siano educati a mantenere gli altri colori ben divisi e subalterni.
La storia, da loro, ammesso che sia mai stata studiata, è stata anche facilmente dimenticata.
Non discuterò troppo sull’abominio di seminare il terrore fra gli immigrati irregolari costringendoli, di fatto, a fare a meno dell’assistenza sanitaria urgente. Non parlerò dei problemi deontologici per la professione medica, forse molti politici al termine “deontologico” avrebbero una drammatica caduta d’attenzione. Dirò semplicemente che molti di questi politici spesso si presentano quali difensori della fede e della cultura cristiana. Bene, ripassino i fondamentali, cessino di dichiararsi cristiani abbracciando finalmente la loro unica autentica fede xenofoba che non ammette possibilità di amare tutti allo stesso modo.
Gli statisti più illuminati hanno insegnato che quando uno stato vive momenti difficili occorre investire nelle coscienze, nella formazione, nell’innovazione. Questo governo non desidera fare nulla del genere. Vuole sradicare ogni germoglio di libero pensiero. Così nelle università monta la protesta. Se qualcuno afferma che nell’Università Italiana vi siano gravi storture da risolvere non si può che rispondere: “è vero” ma se per sanare la crepa in un muro propongono di buttare giù la casa… bene allora è lecito pensare che chi fa una proposta del genere non desideri riparare il muro ma solo buttare giù la casa.
Ecco, per tutti questi motivi, perché appare sempre più evidente l’esistenza di un pensiero unico e che qualsiasi forma di opposizione a questo pensiero è sempre più osteggiata e ridicolizzata, perché prende piede la divisione in classi sociali, perché le cattedrali del libero pensiero vengono assediate, la stampa è messa in crisi, la televisione colonizzata o controllata. Per tutti questi motivi stasera mi addormenterò davvero triste, sperando che domani, svegliandomi, tutte queste minoranze riempiano le piazze in un’unica enorme protesta democratica che insegni al governo cosa significa attaccare le minoranze una alla volta.
Alla fine la somma di queste minoranze diventa la nuova maggioranza, una maggioranza drammaticamente scontenta del proprio governo!




