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Brunetta e la «mitologia» sui precarî

Pubblicato da aggelos [OPS] su 6/05/09

Al ministro Renato Brunetta, la «mitologia» del precario, che va di moda nell’attuale letteratura e filmografia, «fa “letteralmente schifo”, quando non gli “fa venire l’ortica­ria”». «I precari-ha spiegato il mi­nistro-non possono e non devo­no essere una classe sociale, ma una forma di passaggio».

Si, signor ministro, lei avrebbe ragione se il pensiero di Marco Biagi, ispiratore della legge che da lui e dalla sua morte presero il nome, fosse stato applicato. Parlava di «flessibilità» come opposta alla «precarietà», Biagi. A fare la differenza fra gli stimoli a cambiare lavoro, ed il terrore di perdere il lavoro, c’era l’intervento statale di riqualificazione del lavoratore, la parallela flessibilità dei mutui e di tutte le spese fisse, l’aiuto collettivo per crescere sereni i figli nonostante qualche periodo di disoccupazione. Se c’è questo, allora si affronta con minor paura un cambiamento, ed il lavoro è flessibile. Ma se questo non c’è, e resta la rata del mutuo, e restano le bollette, ed il pulmino e la mensa per il bambino da pagare, e di nuovo una telefonata a pa’ da fare, perché mandi i soldi… allora il lavoro non tutelato, quello di quasi tutti i giovani, non è flessibile, è precario. E quando questo dramma accomuna una generazione, un po’ come la guerra ed i mondiali del ‘66, allora di questo è lecitissimo, è naturale fare letteratura. Sarebbe strano non accedesse, sarebbe indizio di censura, se non accadesse.

Allora, signor ministro, si curi l’orticaria, che è più facile da reprimere del senso di vergogna, che credo lei ed i suoi colleghi dovreste provare di fronte a quella che è, a tutti gli effetti, precarietà. Eterna, ineludibile precarietà.

Una Risposta a “Brunetta e la «mitologia» sui precarî”

  1. raindog detto

    Giusto sottolineare la differenza fra flessibilità e precarietà. Giusto ricordarlo al nostro ministro, a cui dedico anche una serie di vignette.
    Speriamo che la prossima volta rifletta, prima di simili esternazioni.

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