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Il g8 è finito. Viva il g8.

Pubblicato da Francesco Principe su 11/07/09

Durante i giorni del Vertice mi è tornata la voglia di scrivere di cronaca.
Il Presidente ha chiesto il silenzio e ho onorato la sua richiesta.
Non perché possa ambire a mettere in imbarazzo qualcuno con i pochi lettori dei miei scritti, perché mi è parso giusto farlo.
Adesso però basta.
Il g8 è finito. Viva il g8.
Adesso parliamo.
Innanzi tutto cosa ne penso di questo g8? E’ stata una bella vetrina dell’inutilità, parole, parole parole… seguano i fatti, una volta tanto e magari cambierò idea.
Quando gli aiuti arriveranno, oltre essere promessi (perché promettere costa poco o nulla) allora ne riparleremo.
Occasione persa sul clima. Non si trova l’accordo, né forse si poteva trovare, finché non si capirà che non puoi chiedere a un miliardo di poveri che inquinano quanto 100 milioni di ricchi di diminuire le emissioni. Si, tutti dobbiamo diminuirle, ma non siamo tutti uguali, qualcuno lo è dieci volte di più.
Cosa penso del successo personale di Berlusconi?
Ridicolo, per non dire altro. Ha fatto l’uomo d’immagine, il P.R. da discoteca, lo sapeva fare in passato e lo ha fatto ancora. Bravo? Sicuramente più della sinistra ma a fare il P.R., punto.
E’ uscito indenne? Forse ma in conferenza stampa ha avuto la faccia tosta di dire che gli pareva non ci fossero domande mentre i suoi tirapiedi facevano gesti per zittire i giornalisti.
Ha gioito di non essere stato crocifisso.
Mi sembra una falsa vittoria, meglio: una vera “non sconfitta” ma certamente non una vittoria, lui ha ridicolizzato gli imbarazzanti ingiustificabili entusiasmi della sinistra alla ultime europee, dovrebbe applicare a se stesso la medesima attenzione critica verso la vanagloria.
Che sia però strutturalmente impermeabile all’autocritica?
I proclami dei suoi giornali amici e delle televisioni più o meno controllate seguono a ruota il Padrone.
Sembrano i Cinegiornali dell’Istituto Luce durante il fascismo, stesso tono uniformemente entusiasta, stessa irridenza verso chi la vede diversamente, medesima assoluta e deliberata mancanza di obbiettività.
Del resto si può sempre contare sulla memoria corta dell’Elettorato, magari si dimentica che poco prima ci si è indignati… solo perché uno sa essere un buon “Padrone di Casa”.
Perché così si sente, è andato oltre il ridicolo dicendo di voler cercare casa a l’Aquila in agosto per seguire i lavori di ricostruzione in quanto “si sa cosa può fare l’occhio del padrone al cavallo”.
PADRONE DI COSA?
E POI esattamente COSA deve cercare?
Si faccia montare una tenda e ci stia dentro facendo la fila per i bagni, se ha le palle per farlo! Nessuno ricorda più che aveva promesso tendopoli chiuse per settembre? Ora parla di novembre. Peccato che lì a novembre faccia veramente freddo, lui tanto sarà via comunque per settembre…
La sua proclamata permanenza estiva finirà in quel periodo, quindi, dove sta il problema?
Certo sarebbe bello vederlo in tenda a novembre attorniato dai vicini di tendopoli mentre afferma che occorrerà attendere ancora se ci fosse necessità di un nuovo rinvio… YES (YOU) CAMP…
Può contare sulla cattiva memoria di chi lo ascolta e su facili proclami sempre nuovi da sfornare.
E’ l’Italia dei buoni propositi un tanto al chilo, dell’amnesia simile all’amnista e del Padrone che ingrassa un cavallo che vale un Regno.

Ma questo cavallo… non scalcia proprio mai?
Peccato, sarebbe il caso.

Una Risposta a “Il g8 è finito. Viva il g8.”

  1. satiro detto

    Ultimamente meditavo su una cosa che ben si applica a questo blog, nei fasti di qualche anno fa. Oggi, con la voglia di scrivere di ieri, avremmo prodotto parecchio.

    Il cavallo che vorresti scalciasse non scalcia perchè qui da noi non esiste più cultura. O meglio, esiste solo la non-cultura promossa in trenta anni dalle reti mediaset: prima ancora che il nostro amato premier attuase la sua “scesa in campo”.
    Fatto sta che l’italiano medio (e non solo lui) non è capace di esprimere giudizio critico su nulla se non sul calcio (perchè una valvola di sfogo alle capacità di giudixio bisogna pur lasciarlo). Chissà, forse ora che il premier è invischiato in problemi di così bassa lega, probabilmente avremmo fatto un interessant fronte comune.

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