Il trionfo dell’antipolitica?
Pubblicato da ciok su 26/01/11
Piove, governo ladro. La sento da sempre, ed è sempre ugualmente attuale. L’altro giorno in treno un tizio discuteva con un controllore, non volendo pagare una multa più o meno giustificata: immancabile, a un certo punto si è sentito il rimprovero – diciamo pure l’imprecazione – al governo, presunto responsabile della situazione.
Leggo i giornali, ascolto la tv, gironzolo su Internet in questo periodo e vedo discutere dei costi della politica, e della corruzione della politica, e dell’ignoranza della politica. Bene. Giusto parlarne, ma mi sfiora sempre più spesso il dubbio che ogni Paese abbia la classe politica che si merita. Di più, quella che si è costruito con le sue mani.
Costi della politica? Ce ne sono di abnormi e immorali, vero, e anche tanti. Ma ogni tanto ne vedo altri su cui forse dovremmo comunque riflettere: i cosiddetti lavori socialmente utili, per esempio, che letteralmente proliferano in certi comuni, specie a sud. Ci fosse la stessa percentuale in tutta Italia saremmo già ampiamente falliti. Sostenere un’azienda che è in una brutta situazione salva posti di lavoro, è vero, ma allo stesso tempo ci condanna a mantenere in perdita un’azienda a spese di tutti i contribuenti, e a volte per periodi indefinibili. E se l’UE si impone e vieta l’aiuto, come è la norma, sono questi sconosciuti di Bruxelles che fanno la parte dei cattivi – a proposito di misure spesso necessarie, per giunta. E poi: lo spreco abbonda a tutti i livelli dell’amministrazione, e a volte neanche in malafede ma per quella sorta di ottusità della routine. Forse è una questione di testa, prima di tutto. Rispettare il denaro pubblico perché è denaro delle tasche di tutti; è un passaggio che quasi nessuno fa.
Corruzione della politica? Il “lei non sa chi sono io” è un triste vizio italico e non solo. I politici lo praticano ampiamente, spesso credendosi con ciò al di sopra delle leggi da loro stessi votate. Ma non sono solo i politici. Anzi tanti aspirano a infilarsi nel dorato mondo politico – o dello spettacolo, altrimenti; perché no, anche dell’imprenditoria o dei professionisti – anche per potersi unire al coro del “lei non sa chi sono io”. C’è da dire che spesso è la frase magica per salvarsi dall’arroganza dell’interlocutore… non è che il problema di fondo è lo scarso rispetto per gli altri e per ciò che è comune?
I politici sono ignoranti o incompetenti? Spesso sì. Vedo dichiarazioni convinte basate su fatti che non stanno né in cielo né in terra. A volte non sono convinte, sono solo frasi demagogiche buttate lì sul fumo; altre volte c’è proprio il qui pro quo, alla base del tutto. Ma la tentazione irrefrenabile di “avere un’opinione” l’abbiamo tutti, credo, e i politici non possono farsi trovare impreparati: è difficile dire “non so” di fronte ai media. Da alcuni anni in particolare mi colpiscono i processi-spettacolo, celebrati più sui media che nelle aule. Non so se arriva a tutti noi, fino in fondo, il concetto che ognuno è innocente fino a prova contraria. E’ uno dei diritti che dovremmo tenerci stretti perché protegge ognuno di noi, in caso di accuse ingiuste che possono pioverci sulla testa. E dovremmo ricordarcene anche per gli stereotipi: può anche essere che molti politici (e avvocati, commercialisti, idraulici, tassisti… ognuno ha la sua categoria preferita) siano disonesti, ma questo non rende di per sé inutile la categoria. E soprattutto non rende vano il lavoro degli altri.





Lex detto
Ciok, ho letto il tuo pezzo con attenzione e devo dire che mi ha dato un certo numero di spunti di riflessione. Qualcosa te la butto qui al volo:
Del fatto che il proverbiale “uomo della strada” abbia una rappresentazione stereotipale della maggior parte degli aspetti della realtà sono piuttosto convinto e che, reazioni mosse dall’insofferenza a queste rappresentazioni siano solo dannose è una cosa che trovo evidente (basti pensare alla legge Gelmini come reazione all’immagine stereotipale che il signor X ha dell’università). Però alle volte gli scontenti non sono solo uomini della strada e la mia sensazione (del tutto personale ovvio) è che in questo specifico momento è fuori dai gangheri anche parecchia gente con una visione più ampia ed inoltre il fatto che il Signor X basi la sua percezione dei problemi su stereotipi non significa che di problemi non ce ne siano (se l’università fosse stata una torre d’avorio di scienza e cultura non sarebbe stato possibile costruirci sopra alcuno stereotipo negativo). Detto questo il tipo che sbraita in treno contro il governo perché non vuole pagare la multa fa girare le palle anche a me, ma è anche pressoché l’ultimo dei miei problemi.