Stasera che se ne è andato, che a guardarlo è solo un vecchio stanco e amaro. E basta.
Stasera che se ne è andato, che forse è un crepuscolo, non un’alba, che c’è rabbia e paura, più ancora che festa. Ci sono troppi ricordi intorno a quel vecchio stanco. Ricordi di leggi infrante e ricostruite ad personam. Di un’economia nazionale demolita per arricchire singoli. Di migranti annegati fra gli scherni dei suoi alleati, di sopravvissuti respinti nelle prigioni dell’allora amico libico, o rinchiusi per mesi senza aver commesso reati. Di ricercatori senza lavoro, di università senza ricerca, di disoccupati senza speranza. Di giovani che son scappati all’estero e di altri che non ci son riusciti. Di ammalati senza cure e di terremotati senza casa. Di dittatori abbracciati e poi rinnegati, di orge a spese dello stato. Di minorenni prostituite e di prostitute mantenute dai soldi pubblici. Di un parlamento diventato mercato e di battute che non facevano ridere. Di aggressioni mediatiche, censura, televisioni a senso unico.
E poi basta, che stasera deve essere anche festa. Perché domani sarà dura e dopodomani pure, perché non sappiamo cosa verrà, perché i dubbi sono tanti e le incertezze pure, ma stasera beviamo e basta.
All’addio a lui, alla sua corte dei miracoli. Alla speranza che ad andarsene, più faticosamente, sia il sistema che si lasciano alle spalle, in un paese deluso e disilluso, dove in tanti hanno la responsabilità di aver contribuito a tutto questo.
Oggi comunque lui se ne va. La sua corte pure.
On commence et puis on voit.
Archivio per novembre 2011
Stasera che se ne è andato…
Pubblicato da fadette [OPS] su 13/11/11
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