Il più famoso ed usato fra i motori di ricerca, Google, ha scelto come proprio motto «Don’t be evil». Un motto necessario, per rassicurare le tantissime persone delle cui conversazioni, impegni, files, informazioni riservate Google chiede di essere attiva (e neutra) depositaria. Ma promessa difficile da mantenere, perché il male non è qualcosa di positivo, che si possa cancellare dal mondo con una legge, o con un ranking basso. Il male non sta tutto da una parte, ma spesso da due parti in opposizione, e questo costringe chi debba intervenire a prendere un partito, una parte. Il male siamo noi, ed a questo Google non può far nulla.
Per venire dalla teoria alla pratica, immaginate che A ami il libero pensiero e la libera espressione, che combatta le nebbie e l’asfissia del conformismo in nome della verità, anche quando sia scomoda; immaginate invece che B, persona specchiata e rigida, non abbia gli strumenti per accettare quello che dice A. Che ne sia semplicemente infastidito. Che non voglia che i suoi figli corrano il rischio di essere contagiati da quello che lui ritiene, più che un errore, un orrore. In questa situazione non c’è via di mezzo fra A e B, se bisogna decidere per l’uno o per l’altro.
In una società pluralista, invece, A e B devono vivere assieme nello stesso mondo, devono confrontarsi, perché forse né A né B hanno la verità intera, e perché il modo migliore per scoprire se la propria verità abbia qualche fondamento è proprio quello di sottoporla alla prova di un libero dibattito. La verità che ne uscirà, sia essa C o la coppia di A2 e B2, modificate per rispondere alle obiezioni, sarà una verità che unisce, e non una verità che eleva barricate per far sì che A e B si sparino addosso, sparino sui figli altrui.
Questo in una società pluralista. Nel nostro mondo, invece, basta che B si lamenti con Google, e può capitare che Google smetta di indicizzare A, divenendo così strumento del dogmatismo di B, facendo sparire A e le sue ragioni dal villaggio globale, e lasciandoci tanti B.
Allora, siamo proprio sicuri che Google non faccia male? Non sia «evil»?