Osservatore Politicamente Scorretto

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Menomale che Silvio c’è

Pubblicato da satiro su 15/02/08

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Qualcuno lo ha fatto davvero

Pubblicato da satiro su 18/11/07

Tempo fa asserivo che non appena fossi diventato padrone del mondo avrei imposto a tutte le donne grasse una sveglia che, invece del solito trillo, svegliava con un terribile “SEI GRASSA!!”…  Poi ho scoperto quanto le ragazze in carne possano essere stupende…

Ma la mia idea intanto ha contagiato il mondo e così ecco cosa accade in nuova zelanda

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Luttazzi in TV

Pubblicato da satiro su 31/10/07

Luttazzi in Tv non è molto capace di starci. Nel senso che infastidisce un sacco di gente ed in particolare qualche tempo fa un personaggio troppo noto e, forse, “malvagio” riuscì ad eliminarlo dalla televisione pubblica. Questo episodio la dice lunga su molte cose giacchè altre due persone, che come lui furono allontanate, vennero reintergate in Rai dai “buoni” mentre del Nostro si continuava a non vederne neppure l’ombra… A mio avviso ci sono altre questioni, forse non secondarie, riguardo l’allontanamento del Nostro: questo è un personaggio decisamente volgare che spesso, se non costantemente, urta i sentimenti di molti bacchettoni e di chi non legge alcun genere di intelligenza dietro la sua scurrilità.

Ebbene, per chi si perse Barracuda e Satyricon ora è in programma su La7 Decameron, da sabato 3 novembre ore 23.30: si accettano scommesse su quanto durerà!

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Il modo Auspicativo

Pubblicato da satiro su 18/10/07

Giorni fa riflettevo sulla qualità della lingua italiana, in particolare mi bullavo dei nostri sette modi che portano ad un gran totale di 22 tempi verbali! Se si confronta, poi, tutto questo con lingue semplici come il giapponese dove non c’è il futuro se ne deduce un gran bel bullarsi. Eppure con tutti questi modi presto mi son reso conto che ancora ci manca qualcosa: il modo auspicativo, appunto.

Se, ad esempio, avessi per questa sera un’appuntamento a cui non ho ragione di mancare, ma allo stesso tempo so che cause esterne da me potrebbero impedirmelo e pur tuttavia queste cause esterne hanno una probabilità piccola (ma non irragionevolmente piccola…) di verificarsi come dovrei dire?

Necessitiamo assolutamente almeno dell’auspicativo presente passato e futuro!

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Infiltrato

Pubblicato da satiro su 26/09/07

Ho appena finito Infiltrato, di Omar Nasiri. Mi è piaciuto. Il che è un miracolo di per se perchè il 90% di tutto ciò che vedo, leggo e mangio non mi piace o lo reputo appena passabile.

Il libro è venduto come la storia di una spia infiltrata in AlQaeda che ora vive con un’altra identità in Germania: abbastanza fuorviante. In effetti, ammesso e non concesso che Omar Nasiri esista realmente, la storia presenta un personaggio estremamente dubbio che prima vende droga in Marocco, poi traffica in armi in europa e finisce a lavorare per i servizi segreti per salvare la mamma innocente da un eventuale futuro in carcere. Il tutto è narrato con profondo senso del ritmo, e con una grossa dose di suspance che certamente rende il tutto godibile anche solo come romanzo di azione con un protagonista magari non limpido, ma certamente capace di attirare simpatie.

Il resto della storia, l’addestramento nei campi in Afghanistan, il ritorno in europa e le “dimissioni” da infiltrato non hanno di certo lo stesso fascino narrativo. I racconti sono frammentari e decisamente non emerge alcuna “trama”: alla fine questa si rivela la parte più profonda del libro. Presenta uno spaccato dell’Islam, dei mujiaidin e, soprattutto, della jihad che, a mio umile e del tutto ignorante parere, risulta quantomeno verosimile e non velata dall’odio nè nei confronti del mondo mussulmano nè nei confronti di quello occidentale.

Rispetto all’orrendo “Mercante di Pietre” questo libro davvero offre argomenti di rifelssioni.

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L’inferno al sud.

Pubblicato da satiro su 25/07/07

Questi giorni di caldo torrido hanno piegato  le nostre terre ed anche un po’ noi. Ieri il termometro è arrivato a 48 gradi e, uscito fuori da un ristorante per fumare una sigaretta, credo di aver rischiato una insolazione in pochi minuti.

Gli incendi, come ogni anno purtroppo, non mancano. Ieri però la vista del fuoco non mi ha portato solo amarezza per le solite, scontate ma reali, ragioni; le fiamme erano così tante tutt’attorno, così possenti le colonne di fumo, che sentivo prepotente il senso del sublime, in una città che immaginavo devastata come avrebbe potuto essere Pompei nei suoi ultimi giorni.

Poi l’aria. Già dura per il caldo, era resa irrespirabile dai sentori di legna e materiali plastici incendiati; passeggiando si intuiva di camminare nel fumo disperso in tutta la città e le ceneri ci piovevano addosso. Molto cyberpunk

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Esercizi di stile

Pubblicato da satiro su 13/06/07

Anche i sentimenti più giusti e condivisibili, quando espressi in maniera balorda, piuttosto che rappresentare un momento di unione ed uno spunto ad un dialogo costruttivo, possono essere vettori di insensato odio. Un bell’ esempio lo trovo spulciando un fazioso blog d’ un sedicente “giornalista”:

Posillipo (Napoli), 4 giugno 2007. Sei rapinatori assaltano un pub, uno di loro, un casco da motociclista in testa e una pistola in pugno, intima al gestore di dargli l’intero incasso, ma si tratta di pochi euro, il titolare ha portato via da poco la maggior parte del contante per versarlo in banca, alla cassa continua. Quando il rapinatore fugge, trova sulla sua strada due carabinieri fuori servizio che intimano l’alt. I rapinatori fuggono, i carabinieri sparano in aria a scopo intimidatorio (hanno di fronte un uomo armato), i cinque complici si dileguano, quello con il volto nascosto dal casco si ferma, si volta, punta un’arma verso i carabinieri che aprono il fuoco, questa volta ad altezza uomo, e lo neutralizzano.

Si scopre solo dopo che l’arma puntata era un giocattolo modificato, e che il rapinatore aveva 16 anni. Ma a Napoli, più che in altre città, quando vedi spuntare un’arma non stai lì a valutare se chi la impugna sta per sparare o meno. Si reagisce per salvare la vita propria e prima ancora quella dei civili che sono nei pressi.

Il militare che ha sparato e fermato il malvivente armato non è un pivello, è un sottotenente dell’Arma: ha neutralizzato un rapinatore, ora è indagato per omicidio volontario.

L’Italia è sempre più un grande Paese.

Lascio a chi ne abbia voglia di scoprire che i commenti a questo “articolo” sono un insulto ai valori che la nostra società rappresenta. D’altronde gli stessi sentimenti potevano essere espressi così:

La morte di un giovane di sedici anni è una tradegedia. Ancor più quando, come è il caso, era una morte evitabile: un baby rapinatore armato di pistola gioccattolo. E’ giusto che si indaghi affinchè si faccia luce su come questa fatalità si sia compiuta. Allo stesso tempo sono certo che il carabiniere che esplose il colpo sia stato ben cosciente del proprio atto e che abbia agito secondo i dettami del suo dovere. Infine la stessa imputazione per omicidio volontario sembra essere la chiave per interpretare questo evento: sebbene il giudizio delle proprie azioni spetti a Dio ed a se stessi, è lieve, con l’assoluzione che ci aspettiamo in tribunale, avere il conforto degli uomini.

Purtroppo, come già scrivevo in passato, è inutile provare a far ragionare chi non ha ne’ testa ne’ cuore.

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